PROGETTO ESECUTIVO - Parco agricolo del Ticinello

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I PROGETTI
PROGETTO ESECUTIVO
Relazione Paesaggistica                                                                                                                                        Stampa
Progetto Esecutivo

INDICE

    • A.1 Interventi di valorizzazione ambito via Dudovich 13
    • A.2 Interventi di valorizzazione ambito Cascina Campazzino 15
    • A.3 Interventi di valorizzazione ambito via Selvanesco 19
    • A.4 Interventi di valorizzazione su sistema irriguo e manufatti idraulici 21
    • A.5 Altri interventi su percorsi e sentieri 22

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Progetto Esecutivo

1 PREMESSA
Le indicazioni contenute nel presente documento costituiscono la RELAZIONE PAESAGGISTICA del Progetto Esecutivo con titolo: “Parco Agricolo del Ticinello – 1° Lotto su aree di esclusiva proprietà comunale”. Gli interventi che si propone di realizzare sono in attuazione alle indicazioni contenute nelle precedenti fasi progettuali approvate e recepiscono le prescrizioni e indicazioni contenute nel parere di conformità al PTC del Parco Agricolo Sud Milano espresso  dal consiglio direttivo sul progetto definitivo.
Si segnala che parte degli interventi rappresentati nel presente progetto esecutivo sono già stati attuati con finanziamento Bando Cariplo nell’ambito del progetto “Milano città di campagna. La Valle del Ticinello”. Le aree interessate dagli interventi di cui sopra sono meglio evidenziate nelle tavole grafiche di progetto. L’accoglimento del contributo - pari a € 535.000,00 - erogato da Fondazione Cariplo è stato approvato con la D.G.C. 1053 del 31/05/2013. Tali attività hanno contemplato la realizzazione di nuovi boschi a cura di ERSAF, per una superficie di ha 6,3 (di cui circa 4,5 ha all’interno del perimetro del Parco Agricolo del Ticinello) attraverso la messa a dimora di circa 10.500 soggetti forestali appartenenti a specie autoctone e tipiche della stazione vegetazionale, in linea con gli indirizzi e le prescrizioni indicate dal Parco Agricolo Sud Milano.
La redazione del progetto esecutivo si è sviluppata in coordinamento con le attività che si andavano via via definendo e realizzando finanziate con il suddetto Bando, al fine di costituirne la naturale integrazione e completamento.

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Progetto Esecutivo

2 PRECEDENTI PARERI PASM E REVISIONI PROGETTUALI
Il Progetto Definitivo è già stato oggetto di Parere di Conformità al P.T.C. del Parco Agricolo Sud Milano da parte del Consiglio Direttivo del medesimo ente (prot. 290681 del 03/12/2013 – fasc. 7.4/2013/380) con esito positivo.
La relazione istruttoria, oltre alle consuete indicazioni di tipo metodologico, richiedeva le seguenti condizioni progettuali:
“Sia rivista l’organizzazione e composizione degli orti attraverso la razionalizzazione e l’accorpamento dei manufatti per i ricoveri degli attrezzi  agricoli senza prevedere pavimentazioni in calcestruzzo.”
L’area dei nuovi orti in ambito “Campazzino” è stata completamente rivista e riprogettata accorpando i capanni accessori in un’unica stecca funzionale ubicata sotto ad un pergolato ombreggiante, sono state limitate le pavimentazioni al minimo indispensabile ed utilizzate esclusivamente soluzioni di tipo drenante (principalmente calcestre). Vedi tav. A.19.
“Sia limitata al massimo l’impermeabilizzazione del suolo attraverso la riduzione delle superfici previste in calcestruzzo, localizzandole esclusivamente se  necessario nell’immediato intorno del porticato e delle serre, sostituendo il calcestruzzo con materiali compatibili con il contesto e permeabili.”
È stato rivisto il disegno delle pavimentazioni dell’area didattica (portico/serre) in ambito “Campazzino” limitando le pavimentazioni non drenanti al minimo indispensabile per la movimentazione dei mezzi nell’area operativa. Vedi tav. A.16.
“Sia valutata la fattibilità della rimozione del tratto intubato esistente lungo la roggia Scarpogna o, quanto meno, il suo ridimensionamento.”

Abbiamo previsto, per quanto possibile, la rimozione del tratto intubato ripristinando la continuità della roggia Scarpogna. Rimarrà intubato solo un piccolo tratto necessario all’attraversamento dei mezzi agricoli la cui circolazione, viceversa, rimarrebbe notevolmente compromessa. Confronta tavv. A.04, A.07 manufatto idraulico n. 15.

Per quanto riguarda tutto il resto del progetto l’unica modifica significativa è la previsione di un’estensione della rete idrica allo scopo di assicurare allacciamento irriguo agli orti e all’area didattica/serre in ambito “Campazzino” (Tav. A.23). Esperite le necessarie verifiche e consultati gli enti e gli attori coinvolti, tra le diverse alternative considerate si è optato per derivare l’impianto dall’ultimo punto di allaccio disponibile della rete idrica comunale in via Campazzino. Si tratta di uno scavo lungo circa 600m in sede viaria (proprietà pubblica) per la posa di tubazione da 150 mm necessario all’allacciamento della rete per l’irrigazione degli orti e dell’area didattica. Tale opera è necessaria alla soddisfazione delle esigenze progettuali ma già commisurata e realizzata nel rispetto dei requisiti richiesti al fine di poter in futuro fornire acqua potabile a scopo civile per l’eventuale ristrutturazione di cascina Campazzino.
Tutto il resto del progetto è coerente a quanto già illustrato nel Progetto Definitivo di cui costituisce, di fatto, approfondimento Esecutivo.

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Relazione Paesaggistica

3 INQUAD. TERRITORIALE, PAESAGGISTICO, URBANISTICO, NORMATIVO
La perimetrazione dell’intero comparto territoriale, denominato Parco Agricolo del Ticinello, racchiude una superficie complessiva di c.a 87,70 ettari e la superficie complessiva delle aree di proprietà comunali comprese nel presente progetto relativo ad un 1° lotto di interventi è di c.a 35,00 ettari. Le aree oggetto sono localizzate in zona di decentramento 5, nel consistente sistema agricolo del settore sud della città, a est della via dei Missaglia e della fascia urbanizzata di piazzale Abbiategrasso e ad ovest  della via Ferrari. Si tratta di una vasta zona di notevole interesse pubblico, caratterizzata storicamente dal percorso del cavo del Ticinello e da un territorio agricolo che ha contribuito all’insediamento di complessi rurali anche di rilevanza monumentale, come l’Abbazia degli Umiliati a Selvanesco, fittamente intessuto e delimitato dalla rete irrigua e di ripa che ne compongono il paesaggio, ancora oggi testimonianza della conduzione storica delle campagne attorno alla struttura urbana. Nel parco, oltre a terreni coltivati, sono presenti le cascine Campazzo e Campazzino (che necessitano di opere di riqualificazione non contemplate nel presente progetto), pregevoli fabbricati rurali di rilevanza monumentale come S. Ignazio di Antiochia, l’antico forno a legna e altri edifici che risalgono al XVIII e al XIX secolo. In particolare la Cascina Campazzo è la sede di un’azienda agricola che per la sua posizione, all’ingresso principale del parco, e per le sue caratteristiche, una grande aia e un portico utilizzato per iniziative pubbliche, rappresenta il fulcro del parco, già fruito dai cittadini. La presenza di prati a marcita, tecnica creata  dai Cistercensi, prati perenni e allevamento di bovini da latte caratterizzano il territorio e  il paesaggio del Parco Agricolo del Ticinello che rappresenta per Milano una delle porte d’ingresso al sistema agricolo del Parco Sud. Allo stato di fatto le aree risultano prevalentemente ad uso agricolo a cura di agricoltori tuttora insediati nelle cascine presenti all’interno del compendio in oggetto. I dintorni dell’area si presentano parzialmente urbanizzati sui versanti est ed ovest, mentre a sud e a nord si ha la compresenza di aree verdi, altre aree agricole e nuclei artigianali e produttivi.
In sintesi si tratta di aree che rivestono i connotati rurali e rappresentano luoghi tipici del sud di Milano, dove è ancora possibile vedere le attività agricole immediatamente adiacenti ai contesti residenziali di espansione della città.
L’accessibilità all’area di intervento è infatti oggi possibile attraverso le reti di trasporto pubblico esistenti (metropolitana, tram e autobus) con punto d’arrivo in zona piazzale Abbiategrasso; inoltre, attraverso l’utilizzo di mezzi privati, il Parco è già ampiamente servito da numerose aree di sosta. Recentemente è stato realizzato un tratto di percorso ciclopedonale che da via dei Missaglia giunge sino all’attuale ingresso al Parco da via Dudovich.

Le aree oggetto di intervento rientrano nell’ambito del Parco Agricolo Sud Milano, istituito con Legge Regionale 23/04/1990 n° 24 e nel relativo Piano Territoriale di Coordinamento approvato con Deliberazione del Giunta Regionale Lombardia 3/08/2000 n° 7/818, che comprende le aree nei “territori agricoli di cintura urbana” e in particolare nella “subzona parchi urbani” disciplinati dagli artt. 26 e 36 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano

stesso. Le stesse aree sono sottoposte a vincolo paesistico ambientale apposto dalla Commissione Provinciale per la Tutela delle Bellezze Naturali della Provincia di Milano con verbale n° 5 in data 09/06/1993, relativo all’“ambito Ticinello”, ai sensi degli artt. 1 e 2 della Legge n° 1497/39, ora Titolo III del Decreto Legislativo n. 42/2004.
Il contesto di progetto è pertanto riconosciuto, all’interno di un sistema ambientale e paesaggistico più ampio rispetto ai confini comunali, come elemento di estrema importanza per la continuità delle connessioni ecologiche sovralocali.
La tavola 3/g del PTCP (sistema paesistico ambientale), per quanto riguarda gli ambiti e gli elementi di interesse storico – paesaggistico, include l’area in oggetto, all’interno degli ambiti di rilevanza paesistica (art. 31) e in particolare tra i parchi urbani ed aree per la fruizione (art. 35). Circa gli ambiti di interesse naturalistico – ambientale, tutto il compendio è inserito all’interno dei Parchi Regionali, attraversato dal corso d’acqua Ticinello (art. 46).

PTCP- Stralcio tavola 3/g – Sistema paesistico - ambientale

L’area in esame non risulta inserita in ambiti a rischio idrogeologico (art. 45), né in aree dismesse e aree di bonifica (art. 48), né in ambiti di cava (art. 50). Non si riscontrano particolari elementi geomorfologici (art. 51) o geositi (art. 52) nell’ambito in oggetto.

Altri riferimenti normativi e documenti di indirizzo a supporto degli obiettivi e delle scelte progettuali:

Secondo l’art. 26 comma 1 delle norme del PTC, i Piani di Cintura Urbana “per la loro collocazione intermedia tra l’agglomerazione dell’area milanese e i vasti territori agricoli di cintura metropolitana, costituiscono fasce di collegamento tra città e campagna. In tali aree devono essere contemplate le esigenze di salvaguardia, di recupero paesistico e ambientale e di difesa dell’attività agricolo produttiva, con la realizzazione di interventi legati alla fruizione  di parco quali aree a verde, attrezzature sociali e ricreative, impianti sportivi e funzioni di interesse generale”.
L’art. 36 delle norme del PTC del Parco precisa che “il PTC individua all’interno del parco le aree interessate da parchi urbani e da complessi sportivi e ricreativi esistenti o progettati, per i  quali  valgono  le  previsioni  degli  strumenti  urbanistici  comunali;  i  progetti  non ancora

realizzati e le eventuali varianti sono inviati al Parco per essere sottoposti al parere preventivo dalle presenti norme”.
Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, la cui articolazione del Sistema Paesistico Ambientale individua l’intero ambito in oggetto quale “elemento di interesse storico-paesaggistico”, come “parco urbano e aree per la fruizione” e “ambito di rilevanza paesistica”, nonché nell’ambito degli interessi naturalistici ambientali per l’attraversamento  del corso 6 d’acqua “Cavo Ticinello”, il tutto disciplinato dagli artt. 31, 35 e 46 delle N.T.A. del
P.T.C.P. stesso.
Gli artt. 2.2, 2.3, 2.4 del Piano di Settore Agricolo del Parco agricolo Sud Milano, approvato dal Consiglio Direttivo con del. n° 33/2007 ai sensi dell’art. 7 delle NTA del PTC, promuovono la tutela e la conservazione della qualità di acque e suolo, degli ecosistemi presenti nel Parco e la valorizzazione del paesaggio agrario.
Il PGT del Comune di Milano (come previsto ai sensi dell’art. 9 Piano dei servizi, LR  12/2005 e dell’art. 1.5.1 Sistema rurale-paesistico-ambientale, PTR – Documento di Piano) con la tavola del Piano dei Servizi All.04/01 (La struttura della città pubblica) descrive e disciplina l'insieme di spazi e attrezzature esistenti, in progetto e programmati che formano la struttura pubblica della città con particolare attenzione alle relazioni tra il sistema degli spazi aperti verdi di scala metropolitana e gli spazi aperti urbani; in particolare la tavola descrive l'assetto della rete ecologica alla scala comunale (REC) integrandolo con il disegno del sistema del verde e degli spazi aperti. La natura delle informazioni mantiene l'originaria finalità paesaggistica (relativa al sistema del verde urbano e degli spazi aperti) integrandola con le finalità di carattere ecologico. Le norme tecniche del Piano dei servizi, all'art. 6, comma 6, contengono una disciplina funzionale alla "prima applicazione" della rete stessa.

Su tale allegato sono riportati con appositi segni grafici i seguenti elementi della Rete Ecologica Comunale riferiti all’area del Ticinello:
Verde e spazi pubblici;
Parco regionale Agricolo Sud Milano;
Zone periurbane su cui attivare il consolidamento ecologico (Art. 6.6.b.iv);
Corridoi ecologici a livello locale (Art. 6.6.c.iv);
Principali linee di connessione con il sistema urbano del verde (Art. 6.6.iii).

Vedi tav. A.01

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Progetto Esecutivo

4 VALORI AMBIENTALI PRESENTI
Le grandi infrastrutture per le comunicazioni e il commercio, in assenza di specifiche contromisure, oltre a costituire elementi di grave cesura ecologica generando difficoltà e frammentazione per gli spostamenti della fauna terrestre tra ambiti territoriali attigui. Tendono a sovrapporsi e a cancellare i segni del paesaggio storico plasmatosi nei secoli lungo gli assi vallivi e fluviali, con indubbia perdita di identità locale ed omologazione ad una banalità dilagante e decontestualizzata. In tale scenario, occorre attribuire la corretta importanza, ai fini naturalistici, alla Roggia Ticinello-Libasso (indicata dal PTCP di Milano come “corso d’acqua minore da riqualificare a fini polivalenti”) e del sistema idrogeomorfologico ad essa sotteso, che – per la presenza di aree di compluvio e di elementi d’acqua – costituisce l’ambito a maggior potenzialità naturalistica dell’intero comprensorio irriguo, considerata anche la sua posizione e conformazione strategica per l’attivazione di progetti di consolidamento della rete ecologica all’interno dell’ambito vallivo, in grado di garantire la connessione tra l’ambito fluviale del Lambro Meridionale, dotato di un potenziale naturalistico ancora elevato, ed il retroterra agricolo compreso tra

la città di Milano e la Tangenziale Ovest, ormai privo di zone di rigenerazione ambientale, sfruttando l’esistenza di uno dei rarissimi varchi al di sotto del suo rilevato. Negli ambiti agricoli del territorio della valle del Ticinello osserviamo la contestuale  presenza  di diverse coltivazioni, in particolare di erbai, di prati permanenti a marcita e/o avvicendati, di campi di cereali, insieme a boschetti e fasce arboreo-arbustive longitudinali più strutturate, che esercitano importanti funzioni a fini faunistici. Il permanere di aree agricole come indicato nei vari strumenti urbanistici sovraordinati e locali, in particolare PASM e PGT di Milano (sub zona parchi urbani - Parco Urbano Agricolo del Ticinello e il  più vasto territorio inedificato del PCU 3) conferma l’interesse delle aree rurali anche in funzione faunistica, in quanto ambiente utile per l’approvvigionamento alimentare, come rifugio e habitat riproduttivo per una fauna specifica che, secondo le più recenti ricerche  di conservazione, è tra le più in difficoltà e rarefazione a livello europeo, per la progressiva intensificazione delle pratiche agricole industriali, l’uso smodato  di fertilizzanti e la perdita di habitat. Questi sistemi aperti, per loro natura da considerarsi diffusi e senza soluzione di continuità, sono la base territoriale sottesa, per le logiche di permeabilità, collegamento e mobilità della fauna. Fondamentale risulta essere anche la presenza nel territorio in oggetto dello storico sistema irriguo che con le sue acque arricchisce le biocenosi e rende più ospitale ai fini della biodiversità l’ambiente di riferimento.
Il Ticinello, attualmente, è alimentato dalle acque del Naviglio Grande e svolge le funzioni di emissario scolmatore della Darsena di Milano, da cui prosegue coperto per riaffiorare  ad est di Via dei Missaglia, proprio in prossimità del Parco agricolo che prende il suo nome, continuando il suo corso fino ad alimentare le acque del Lambro Meridionale. Storicamente, il Ticinello forma parte integrante del sistema irriguo rurale di pianura. Ciò gli conferisce non solo un valore storico e paesaggistico, ma anche un ruolo, potenzialmente rafforzabile, di connettività ecologica, trovandosi integrato nel sistema  dei corridoi principali d’acqua, costituiti dal sistema dei Navigli e del Lambro Meridionale (a ovest della localizzazione del Parco) e della roggia Vettabbia ad est. Inoltre, il Ticinello, come via d’acqua pulita, è elemento di connessione ecologica tra i sistemi naturalistici tutelati del Parco Sud e la cintura suburbana milanese per la fauna terrestre e l’avifauna, ed è veicolo di mobilità ittica da nord a sud.
L’ambito agricolo del Ticinello è inoltre caratterizzato dalla presenza di altri elementi ambientali di pregio, come le marcite (sistemazioni idraulico-agrarie a prato stabile che consentono l’approvvigionamento di foraggio anche nella stagione fredda). La marcita vede compresente l’alto valore ecologico e la peculiarità unica da un punto di vista storico-documentario di gestione del territorio agricolo milanese e lombardo, favorendo la presenza faunistica pressoché per tutto l’anno, configurandosi come un vero e proprio ecosistema a valenza culturale.
Per ciò che riguarda il sistema dei filari alberati, la rappresentanza maggiore e dominante é data, come detto, dalla significativa presenza di filari di pioppi, mentre il sistema arbustivo é molto carente, ed in questo senso la varietà vegetale specifica é poco rappresentata e necessita di potenziamento anche in funzione di nicchia trofica/habitat rifugio per avifauna e micromammiferi. L’ambito territoriale del Ticinello può configurasi, in sintesi, come potenziale funzione di step per la fauna (ma sempre visto come tassello di sviluppo, da cui partire, di un sistema di connettività ben più ampio che nel tempo si cercherà di perseguire) in modo da rendere concretamente possibile un considerevole rafforzamento della vitalità e mobilità naturalistica e della presenza di biodiversità, in quell’ambito della cintura urbana milanese che vede ancora ben presente spazi aperti a vocazione agricola. Tali ambienti, ancora di notevoli estensioni territoriali sono l’ambito sotteso per incrementare e potenziare il patrimonio della biodiversità vegetale e faunistica sia specifica degli ambiti rurali che di passaggio.

Il comune di Milano è contestualmente impegnato in progetti che riguardano l’area Sud  su temi di biodiversità e connessioni ecologiche. In particolare, per la loro stretta pertinenza e complementarietà rispetto all’ambito del Ticinello, citiamo i seguenti:
Riqualificazione di porzione dell’ambito vallivo della roggia Vettabbia; opere realizzate per l’inserimento ambientale del depuratore di Nosedo. (Lavori  in fase di completamento)
Riqualificazione di porzione di ambito vallivo alla confluenza delle rogge Ticinello e Libassa per l’inserimento ambientale del depuratore Milano S. Rocco, in località Ronchetto delle Rane.
Progetto “Rotaie verdi” per la Valorizzazione ecologica della suddetta fascia di rispetto ferroviaria, anche sui binari in esercizio, come corridoio  ecologico urbano. (Progetto Cariplo Connessioni Ecologiche – Fase di studio conclusa)

Nelle immagini si evidenzia la relazione tra il progetti citati, l’ambito del Ticinello e la vasta area tutelata dal Parco Agricolo Sud Milano


5 OBIETTIVI E SCELTE PROGETTUALI
Il presente progetto, in linea con gli indirizzi sopra esposti, si pone come obiettivi la valorizzazione e il potenziamento di un ambito storicamente dedicato alle attività rurali incrementando le possibilità e le qualità fruitive, privilegiando la conservazione e lo sviluppo del patrimonio paesistico, culturale ed ambientale di notevole importanza per la città di Milano. Fino ad oggi il contesto, per vocazione e per azzonamento urbanistico, ha mantenuto una destinazione d’uso agricola che rappresenta un valore certo per la città  ma che necessita di interventi volti a consolidare l’equilibrio tra fruizione pubblica, attività produttive e valori ambientali riconosciuti anche alla scala territoriale in relazione alla definizione delle reti ecologiche e delle necessarie connessioni atte al loro consolidamento e completamento.


5.1 Valorizzazione del paesaggio Agrario e dei sistemi di fruizione
Il Parco attualmente rappresenta un sistema del verde tipico della campagna lombarda in cui le estensioni di prati coltivati a graminacee, da foraggio o per l’alimentazione umana, sono delimitate da capezzagne e rogge per l’irrigazione dei campi che segnano il terreno e sono bene individuabili anche in lontananza grazie alla presenza di filari continui di pioppi (Populus nigra, Populus alba, Populus nigra Italica). Per l’intero sistema si prevede il mantenimento della pratica agricola attuale, sulla base di contratti di affittanza agraria stipulati tra Comune di Milano e agricoltori, ad eccezione di parte delle aree che verranno destinate a pratiche agricole sperimentali, a frutteto, ad orti per i cittadini e per la realizzazione di aree boscate per il perseguimento dell’obiettivo di cui al punto 5.2.
Altro elemento significativo, per il quale si prevedono interventi di riqualificazione e integrazione delle reti, sono i percorsi. Questi ultimi riprendono la totalità delle strade interpoderali esistenti. Nel progetto si prevede la creazione di tre livelli di percorsi interni al parco puntando alla realizzazione di un ordine gerarchico del sistema della mobilità interna: percorsi carrabili per i mezzi di lavoro, percorsi pedonali o ciclopedonali e  semplici sentieri. Le strade interpoderali esistenti saranno rimodellate conservando il battuto consolidato, migliorandone la percorribilità a favore dei mezzi di lavoro per l’attività agricola. Inoltre si realizzeranno le necessarie connessioni tra i vari livelli di percorsi anche con la sostituzione/realizzazione di attraversamenti/ponticelli sui canali atti a favorire la continuità della fruizione pedonale.
Insieme alla valorizzazione dei percorsi si propone di intervenire con sostituzioni e integrazioni sui filari esistenti (attività già avviata nell’ultimo anno) effettuando anche analisi e verifiche fitostatiche e successivi conseguenti interventi di messa in sicurezza sulle alberature esistenti, o con la formazione di nuovi filari alberati e siepi campestri per sottolineare la matrice agricola e la presenza di percorsi o rogge – che rappresentano significative persistenze storiche - nel rispetto del disegno esistente e allo stesso tempo creare zone d’ombra lungo i sentieri, le strade poderali e lungo le reti di canali. Lungo i percorsi saranno realizzate le aree di sosta, differenziate a seconda del contesto di inserimento, cercando di limitare le interferenze con l’attività agricola che comunque, nel suo svolgersi, costituisce l’elemento caratterizzante. Si punterà a creare le condizioni anche per un uso ciclabile dei percorsi. All’interno di tutto il Parco, in particolare in prossimità degli ingressi e lungo i percorsi, saranno inserite varie tipologie di arredo per favorire la fruizione pubblica compatibilmente alle attività agricole. Un ulteriore elemento da valorizzare è proprio il sistema irriguo. Questo sistema, oltre ad essere elemento fondamentale per la produzione agricola, rappresenta un valore identitario di notevole interesse sia sotto il profilo paesaggistico e storico sia anche sotto il profilo naturalistico. Tutte le rogge esistenti sono dunque confermate e se ne prevede la pulizia (spurgo o disostruzione), l’eventuale modellazione delle sponde, il ripristino funzionale o la riqualificazione dei manufatti idraulici ed in ultimo la realizzazione o la riqualificazione dei ponticelli.

Compatibilmente con le funzioni produttive alcuni spazi saranno destinati ad attività agricola di tipo sperimentale. Un esempio da valutare per le successive fasi di gestione (da concordare con gli agricoltori) sarà l’applicazione, a rotazione su tutte le aree agricole del parco, di una modalità di conduzione a basso impatto energetico, senza l’uso di diserbanti o fitofarmaci, basata sulla spontaneità dei prodotti che cresceranno insieme ad “infestanti” - da monitorare - che anche attraverso le fioriture in diversi periodi vegetativi potranno sviluppare suggestioni paesaggistiche.
In queste aree sarà ovviamente ridotta la produttività dei terreni pertanto si propone di praticarla su spazi pubblici di piccole dimensioni ed esclusi dai contratti di affittanza agraria. Come detto la produttività si riduce ma il costo di conduzione, preparazione e manutenzione è molto basso, o in alcuni casi anche nullo, pertanto la redditività potrà essere valutata nel tempo attraverso un’adeguata analisi costi – benefici anche in ragione della riduzione di emissioni inquinanti in atmosfera e nel terreno evitando l’uso di carburanti delle macchine agricole e dai trattamenti con diserbanti o fitofarmaci.
Tale modello, oltre alla riduzione degli impatti sull’ecosistema, consentirà di produrre studi specifici atti a valutare gli esiti complessivi sia da un punto di vista economico che ambientale. L’interesse scientifico per tale pratica sperimentale oltretutto può trovare spazio anche nell’analisi delle dinamiche biologiche che si svilupperanno nel tempo con  un carattere di biodiversità che potrebbe consentire una selezione inversa del prodotto agricolo riportando la coltura alla specie originaria attraverso un processo che possiamo definire di de-generazione (inversione della tendenza agronomica della selezione, atta a favorire la produttività a discapito della ricchezza genetica delle varietà “primitive”).


5.2 Valorizzazione dei caratteri ecologici
In considerazione del fatto che questo contesto venga riconosciuto, all’interno di un sistema ambientale più ampio rispetto ai confini comunali, come elemento di estrema importanza per la continuità delle connessioni ecologiche sovralocali, uno dei principali temi progettuali riguarda proprio il ripristino della continuità ecosistemica lungo le sponde del Ticinello che attualmente presenta elementi di discontinuità e frammentazione, in particolare per la presenza di insediamenti non regolamentati e usi impropri. Il presente progetto dunque propone interventi volti al ripristino di una continuità di fasce boscate lungo il Ticinello, affiancate da fasce ecotonali. Inoltre si prevede la riqualificazione ambientale delle sponde attraverso la piantumazione delle stesse, ove necessario, per ricreare gli habitat favorevoli allo sviluppo di biodiversità. Altri interventi trasversali per  gli obiettivi sopra descritti hanno riguardato la realizzazione di nuovi impianti arboreo arbustivi per la formazione di aree boscate (attività pressoché completata nell’ultimo anno con finanziamento Cariplo), aree a frutteto, arbusteti, prati fioriti, andando a consolidare i margini sud, ovest ed est dell’intero Parco. All’interno di tali impianti  saranno realizzati percorsi e spazi di fruizione con valenza didattica e conoscitiva. Si prevede inoltre che tutti gli interventi riguardanti le opere a verde siano completi delle necessarie attività manutentive post-impianto.

5.3 Scelte progettuali
Valorizzazione delle aree di accesso e margini
Valorizzazione ingresso nord (via Dudovich) - adiacenze della Cascina Campazzo
Valorizzazione ingresso est (via Campazzino) - adiacenze della Cascina Campazzino
Valorizzazione margine sud lungo la via Selvanesco
Inserimento di elementi di arredo

Valorizzazione, riqualificazione e connessione dei percorsi
Riqualificazione dei percorsi interni al parco
Realizzazione di ponticelli per passaggio su canali
Realizzazione nuovi tratti di percorsi
Realizzazione di aree attrezzate per la sosta
Riqualificazione dei sentieri in ambiti naturalistici
Realizzazione nuovi sentieri.

Valorizzazione del sistema irriguo e dei relativi manufatti
Ammodernamento e opere di ripristino su manufatti idraulici
Realizzazione nuovi manufatti idraulici
Ripristino della funzionalità idraulica di canali irrigui

Valorizzazione / incremento patrimonio arboreo/arbustivo e potenziamento biodiversità
Realizzazione di nuove aree boscate * (completata)
Realizzazione di fasce ecotonali e arbusteti * (da completare)
Realizzazione di area umida * (da avviare)
Piantumazione delle sponde
Realizzazione di nuovi filari
Piantumazione di siepi campestri polispecifiche
Realizzazione di campi fioriti, prati fioriti e fienagione (attività agricole sperimentali)
Manutenzioni quinquennali sviluppo elementi vegetali *

* opere e attività finanziate con Bando Cariplo la cui progettazione esecutiva e realizzazione è stata curata da altro soggetto attuatore.


6 INTERAZIONI E INTERFERENZE
Considerato quanto riportato nel decreto regionale “D.d.u.o. n. 4650 del 03 giugno  2013
– Delimitazione del territorio della Regione Lombardia in applicazione del decreto ministeriale 12 ottobre 2012. Misure d’emergenza per impedire l’introduzione e la diffusione dell’Anoplophora chinensis nel territorio della Repubblica Italiana” che riporta nell’elenco delle cosiddette “zone infestate” la via dei Missaglia, prossima al Parco del Ticinello, al fine di evitare il propagarsi dell’infestazione, si dovrà aver particolare cura nella scelta delle essenze specie per non includere tra le piante da mettere a dimora nell’area di intervento specie attaccabili (sensibili) dal Tarlo asiatico. Sarà comunque verificata a livello di progetto esecutivo la possibilità, in accordo e sotto la diretta sorveglianza del Servizio Fitosanitario Regionale, di ottenere una deroga alle limitazioni previste dalle norme di legge per poter impiantare anche parte delle specie sensibili adottando i protocolli già previsti anche in ottica di sperimentazione. Per quanto riguarda le reti di servizi e sottoservizi, da una prima indagine sulle aree interessate dal progetto, non sono emerse problematiche rilevati. Si segnala in ogni caso la presenza di linee elettriche aeree per le quali sarà necessario osservare le fasce di rispetto sia nelle scelte progettuali esecutive sia nelle successive fasi operative.


7 DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI
Per il perseguimento degli obiettivi sono stati individuati diversi ambiti di intervento al  fine di creare un sistema di fruizione all’interno del comparto che resterà  prevalentemente agricolo in rapporto alla superficie complessiva dell’area.
Il progetto si compone dunque dei seguenti interventi:
Valorizzazione ambiti:
A.1 Interventi di valorizzazione ambito via Dudovich
A.2 Interventi di valorizzazione ambito Cascina Campazzino
A.2.1 Area orti
A.2.2 Area didattica.
A.3 Interventi di valorizzazione ambito via Selvanesco
A.3.1 Percorsi ciclo-pedonali
A.3.2 Ponte carrabile sul Ticinello
Valorizzazione dei percorsi esistenti del sistema irriguo:
A.4 Interventi di valorizzazione del sistema irriguo e dei manufatti idraulici
A.5 Altri interventi su percorsi e sentieri


SCHEMA DI PROGETTO 1° lotto – Valorizzazione ambiti, percorsi e manufatti


A.1 Interventi di valorizzazione ambito via Dudovich (Vedi tavv. A.04, A.07, A.10)

L’area oggetto di intervento ha un’estensione pari a 12.315 mq (1,2 ha) di cui circa l’80% è stata destinata alla realizzazione di un’area forestale all’interno della quale si svilupperanno sentieri e percorsi per la pubblica fruizione (anche con valenza didattica). L’area rappresenterà uno dei principali punti di approdo al Parco del Ticinello; per assolvere a questa funzione sarà realizzata una piazzola attrezzata che raccorderà l’ingresso del Parco alla via Dudovich; a partire dalla piazzola saranno realizzati nuovi tratti di percorso ad uso pedonale in affiancamento a quello esistente, che resterà a disposizione per l’ingresso dei mezzi agricoli. L’itinerario dedicato alla fruizione pubblica sarà attrezzato con sedute, cartelli informativi ed integrato nella prima porzione (fino alla Cascina Campazzo) con un sistema di illuminazione. Nell’area è stato da poco ultimato l’intervento di forestazione che dovrà essere preservato rispetto a qualsiasi lavorazione inerente le opere qui descritte. A tale scopo il cronoprogramma e il piano generale delle attività saranno definiti al fine di non creare danni all’area forestale né interferire in alcun modo con le relative, necessarie, attività manutentive.
Nelle seguenti foto: come si presentava questa primavera l’area di intervento forestale.


Sul sito sono presenti i tracciati di una piazzola di ingresso/sosta per i fruitori e due tratti di percorso che dovranno essere completati; in prima istanza saranno eseguiti i necessari compattamenti dei sottofondi presenti e solo successivamente si realizzeranno le opere di finitura degli stessi. Tutti i percorsi di progetto saranno realizzati con finitura drenante in calcestre con larghezza cm 250 per i tracciati principali e cm 120 per il sentiero sinuoso che si snoda nell’area forestale.


La piantumazione della porzione nord dell’area verrà completata mediante la messa a dimora, a scopo didattico ed estetico di alberi fruttiferi (nel Progetto Definitivo era prevista un’area a frutteto) tra cui Noce (Juglans regia) e Ciliegio selvatico (Prunus avium). Le specie sono state scelte allo scopo di non costituire elementi particolarmente attrattivi per i fruitori, al fine di evitare il potenziale danneggiamento degli alberi a maturazione dei frutti.
Anche la parte arbustiva verrà particolarmente curata al fine di offrire alla microfauna opportunità trofiche invernali oltre che ricchi microhabitat per il rifugio o la riproduzione, optando, tra le specie tipiche del climax locale, per quelle più opportune per produzione di bacche e piccoli frutti. Da questo punto di vista particolare importanza riveste la realizzazione di una siepe campestre polispecifica che accompagna il nuovo percorso per un centinaio di metri lungo il confine a nord-est (subito dopo il passaggio pergolato che introduce simbolicamente al parco): qui verranno messe a dimora diverse specie arboreo-arbustive tra le seguenti: Prunus avium, Fraxinus excelsior, Crataegus monogyna, Cornus sanguinea, Prunus spinosa, Viburnum opulus, Ligustrum vulgare.
Si tratta di una struttura lineare che rafforza il patrimonio vegetazionale e il ruolo ecologico dei margini dei campi coltivati e dei percorsi secondari, mediante la piantumazione, il più possibile naturaliforme, di alberi e/o arbusti.
L’obiettivo è quello di incrementare le formazioni vegetali lineari, rarefatte nel territorio agroindustriale, principalmente in funzione ecologica (sosta e rifugio, corridoio ecologico, sostegno trofico e habitat per entomofauna e avifauna, ecc) ma anche estetico/paesaggistico secondo la tradizione tipica della piantata padana.
Infine non verrà trascurata la componente erbacea. Nella porzione d’ingresso, infatti, verrà mantenuta un’ampia fascia di mitigazione priva di esemplari arborei e/o arbustivi, allo scopo di favorire la formazione di una prateria permanente il più possibile fiorita e diversificata in grado di svolgere, oltre all’attrattiva estetica per i fruitori durante i periodi di fioritura e l’intrinseco valore didattico-educativo, le seguenti importanti funzioni ecologiche:
corridoio ecologico per il passaggio e la diffusione sia della fauna che della flora;
area di sosta, rifugio, riproduzione, alimentazione per la piccola fauna;
arricchimento delle popolazioni di entomofauna e sostegno agli impollinatori (soprattutto lepidotteri e imenotteri);
incremento della biodiversità locale (sia in termine di specie che di habitat).
Al fine di evitare l’introduzione di specie/varietà/ecotipi estranei al territorio, nella realizzazione della prateria fiorita verrà utilizzata la tecnica del fiorume con materiali provenienti da aree fitogeografiche compatibili con quelli dell’habitat locale.

In sintesi il complesso delle opere di sistemazione previste per l’ambito via Dudovich si può riassumere nelle seguenti:

Formazione di percorsi attrezzati completi di elementi di arredo (sedute, paletti di delimitazione, bacheche informative)
Messa a dimora di alberi isolati, a filare e macchie di arbusti misti
Formazione di aree a prato stabile e prati fioriti
Realizzazione di pergolato in legno posato su plinti in cls
Realizzazione di impianto di illuminazione pubblica dall’ingresso di via Dudovich fino alla Cascina Campazzo (pali h. 4m)



A.1 Interventi di valorizzazione ambito Cascina Campazzino
(Vedi tavv. A.04, A.07, A.16, A.19, A.23)

Attualmente l’intorno della cascina è occupato da particelle ortive spontanee che necessitano di un intervento di riqualificazione complessiva al fine di migliorare le condizioni di fruizione e al contempo di migliorare le condizioni di decoro dell’intero contesto (seguiranno, con l’attuazione di altri programmi, gli interventi necessari alla riqualificazione della Cascina Campazzino, non contemplati nel presente progetto e di competenza di altri settori comunali).
Un’altra porzione di area è occupata da baraccamenti e manufatti che versano in gravi condizioni di degrado e abbandono, per i quali si prevede la completa rimozione; oltre ad una pulizia complessiva delle aree sarà effettuato il ripristino delle quote di campagna al fine di predisporre un massetto di pavimentazione su cui verranno posti in opera nuovi manufatti atti a favorire attività pubbliche e associative a scopo didattico su temi agrari. L’idea di progetto prevede la realizzazione di un portico polifunzionale, costruito secondo gli schemi tradizionali delle pertinenze delle cascine presenti, e di serre leggere modulari realizzate con strutture metalliche. Tali manufatti sono da considerarsi come spazi a disposizione per associazioni e cittadinanza per l’organizzazione di attività pubbliche, sperimentali e di accoglienza per i visitatori le cui funzioni saranno completate e integrate con la futura, ipotizzata, riqualificazione della Cascina Campazzino, all’interno della quale saranno rese disponibile ulteriori funzioni volte al potenziamento dei servizi per la fruizione pubblica e per le attività didattiche.
I principali interventi sono i seguenti:
Rimozione baraccamenti, manufatti e orti spontanei;
Realizzazione di n. 18 particelle ortive ordinate in sostituzione delle esistenti;
Realizzazione di costruzioni accessorie comuni per l’area orti;
Realizzazione di edificio porticato per magazzino/servizi e attività varie;
Realizzazione di serre didattiche (tunnel freddi);
Realizzazione di giardino acquatico per vivaio piante acquatiche;
Allacciamenti alle reti elettrica e d’illuminazione pubblica.
Estensione rete idrica a scopo irriguo da via Campazzino (~500m)


A.2.1 Area orti (Vedi Tav. A.19)
Questo comparto risponde all’esigenza di crescente domanda di particelle ortive ordinate e attrezzate.
Rispetto alla soluzione presentata con il Progetto Definitivo le parcelle sono state incrementate da 12 a 18. Si tratta di parcelle medio/piccole (50/60mq) a costituire un presidio compatto e organizzato, eventualmente espandibile in futuro nell’adiacente area verde in direzione della Cascina.
Le scelte progettuali in ordine ai parametri morfologici e materici si indirizzano all’intento di fornire a questa tradizionale funzione un’immagine più contemporanea e di positivo impatto paesaggistico, riscattando la consuetudine secondo cui i presidi ortivi (anche quelli ordinati) si trasformano presto in un aggregato spontaneo e disordinato di superfetazioni e fatiscenze.
Gli elementi accessori comuni, pertanto (baracche per il ricovero degli attrezzi e piccola aula a disposizione), sono stati compattati sotto ad una grande struttura a pergola su cui verranno avviati dei rampicanti.


L’elemento pergolato svolge anche l’importante funzione di offrire ai fruitori un ambiente aperto ma gradevolmente ombreggiato per le attività aggregative che si intendono promuovere come complementari alla funzione ortiva.
Da questo punto di vista, e nell’ottica di allargare la potenziale fruizione a fasce deboli di cittadini (bambini, anziani, disabili), ma anche a scopo didattico, abbiamo pensato anche di inserire nell’offerta funzionale due cassoni denominati “orti facilitati” dove le attività orticole potranno essere svolte anche da persone su sedia a ruote.
Per lo smaltimento delle acque meteoriche si prevede l’utilizzo di una canalina disperdente.
Coerentemente alla funzione legata alla nutrizione si prevede di piantumare, a corredo dell’area, alcuni alberi con frutti eduli come Noce, Ciliegio e Gelso (Morus alba e Morus nigra - specie non comprese nell’allegato 1 delle specie arboree e arbustive del PASM ma tipiche di paesaggio, cultura e storia della pianura irrigua lombarda per la pratica della bachicoltura) oltre a qualche Quercia isolata, e di lasciare ampie porzioni prative per attività ludico/ricreative libere.
Sempre nell’ottica di inserire armoniosamente le nuove funzioni nel paesaggio rurale consolidato, abbiamo pensato di non creare delimitazioni “dure”, che creassero una cesura forte, ma dei semplici paletti che segnalano la transizione tra le aree ortive o prative (a fruizione pubblica) e quelle rurali/produttive, secondo uno schema collaudato che ci sembra paesaggisticamente convincente (vedi foto pagg 20, 23).

Poiché le aree ortive sono attualmente prive di approvvigionamento idrico certificato e necessitano di allacciamento alla rete di acqua potabile (ogni altra soluzione alternativa abbiamo sperimentato essere vulnerabile o poco funzionale) abbiamo optato per estendere la rete idrica presente in via Campazzino realizzando un nuovo tratto di rete interrato lungo circa 600m, in grado anche di rispondere in futuro al fabbisogno idrico civile di Cascina Campazzino (attualmente priva di allacciamento alla rete).
(Vedi Tav. A.23)

Schema planimetrico della sistemazione dell’area orti


A.2.2 Area didattica (Vedi Tav. A.16)
Questo comparto, che insiste su un’area attualmente degradata dalla presenza di ortaglie spontanee e baracche fatiscenti, prevede la realizzazione di un’area attrezzata a scopo didattico/ricreativo, dove sviluppare temi agro-naturalistici coerenti al contesto ambientale e paesaggistico. Le strutture previste consistono nelle seguenti:
Strutture e manufatti principali
Portico polifunzionale: tettoia coperta in forme e materiali tradizionali, pilastri rivestiti in mattoni di laterizio, capriate in legno, copertura a doppia falda in coppi lombardi (tale struttura sarà dedicata ad ospitare attività didattiche, ludiche, ricovero mezzi, magazzini e, in generale, qualsiasi funzione necessiti di una copertura).
Serre didattiche: Si tratta di tunnel freddi realizzati mediante strutture leggere metalliche modulari, ideati per ospitare semplici attività didattiche in campo agronomico/vivaistico.
Laghetto
Il progetto prevede, all’interno dell’area didattica limitrofa alla cascina Campazzino, la realizzazione di un biotopo acquatico con una duplice finalità: disporre di un vivaio dimostrativo di piante autoctone e allestire un piccolo centro di ecologia palustre con finalità educative.
Tale laghetto ha dimensioni di circa 350 mq e viene realizzato secondo il criterio di ricreare, in un biotopo artificiale, le condizioni di maggior naturalità possibile sul modello dei piccoli habitat acquatici delle stazioni palustri di pianura.
Per quanto riguarda le specie da utilizzare per la rinaturalizzazione, se ne elencano  alcune a titolo esemplificativo (scelte esclusivamente tra quelle autoctone) poiché il loro effettivo impiego è funzione delle specificità del progetto, dell’esposizione, nonché dell’effettiva reperibilità.

Ninfea bianca - Nimphaea alba
Mestola – Alisma plantago-aquatica
Erba saetta – Sagittaria sagittifolia
Nannufero – Nuphar lutea
Lingua d’acqua – Patamogeton natans
Lingua d’acqua crespa – Potamogeton crispus
Ulmaria – Filipendula ulmaria
Sedano d’acqua – Apium inundatum
Stella d’acqua – Callitriche stagnalis
Lenticchia d’acqua – Lemna minor
Melissa – Melissa officinalis
Morso di rana – Hydrocaris morsus-ranae
Millefoglie d’acqua – Myriophyllum spicatum
Calta – Caltha palustris
Ranuncolo d’acqua – Ranunculus aquatilis

Allo scopo di costituire un adeguato inserimento paesaggistico e per incrementarne il valore didattico/naturalistico lo stagnetto dovrebbe presentare almeno in un terzo del suo perimetro, una fascia di canneto a Typha latifoglia e Phragmites australis, oltre a giunchi, carici e altra vegetazione igrofila spondale. Un terzo del perimetro dovrebbe essere libero o a vegetazione erbacea bassa, per il riposo e la sosta della fauna.
Tale biotopo, seppur di evidente artificialità, favorirà velocemente l’instaurarsi di  biocenosi specifiche in condizioni controllate e facilitate per svolgere attività didattiche (libellule, microorganismi acquatici, erpetofauna, ecc).
Da un punto di vista idraulico il laghetto sarà approvvigionato mediante rabbocchi superficiali (le dispersioni sono limitate alla sola evaporazione), mentre i flussi in uscita saranno regolati da un manufatto idraulico a sfioro a valle dell’invaso che scarica in una canalina drenante e disperdente.


Alcune semplici strutture come un piccolo pontile in legno e uno spazio coperto limitrofo al laghetto completano le attrezzature didattiche, favorendo il contatto diretto con l’acqua e consentendo le attività didattiche in un’area ombreggiata e dedicata.
La localizzazione degli elementi sopra descritti nell’area adiacente la Cascina Campazzino consentirà in futuro di sviluppare, una volta recuperato alla sua funzione tutto il complesso edilizio, un polo ricettivo polifunzionale di interesse pubblico. A tale scopo si renderà necessario ricavare all’interno del comparto edilizio e nelle pertinenze della Cascina, alcuni locali e degli spazi adibiti alla fruizione pubblica (ad esempio un punto informazioni per il parco, uno spazio da adibire ad uffici pubblici, una sala polifunzionale per attività didattiche e conferenze, dei servizi igienici ad uso del pubblico, ed altre eventuali funzioni da definire).
Schema grafico planimetrico della sistemazione dell’area didattica

Schema costruttivo portico polifunzionale Schema grafico vasca/laghetto per piante acquatiche

A.3 Interventi di valorizzazione ambito via Selvanesco (Vedi Tav. A.26, A.27)

La via Selvanesco rappresenta il confine sud dell’ambito di progetto; allo stato attuale si riscontra la mancanza di tracciati praticabili che consentano l’accesso e la percorribilità pedonale in direzione sud-nord; i percorsi presenti risultano sconnessi, irregolari ed interrotti, pertanto assolvono alla sola funzione di servizio per i lavoratori agricoli; inoltre la percorribilità pedonale parallelamente alla via Selvanesco risulta molto scomoda, a tratti rischiosa, in quanto le aree agricole, compresi i canali irrigui perimetrali su tutti gli appezzamenti, arrivano fino al margine stradale dove manca una corsia laterale continua con adeguate caratteristiche di sicurezza.
L’idea progettuale per la valorizzazione di questo contesto consiste nella realizzazione di un primo tratto di percorso parallelo alla via Selvanesco in calcestre, in grado di rafforzare la percezione di un ambito fruibile; l’intervento è coerente e valorizza  l’interesse storico paesistico di questo tratto di percorso cosi come individuato nel P.T.C. del Parco Agricolo Sud Milano (ai sensi dell’art. 43 del PTC del Parco Agricolo Sud Milano).
Il sistema di connessione al resto del Parco sarà completato attraverso la predisposizione di due tracciati che congiungeranno il nuovo percorso di via Selvanesco alle sponde del Ticinello e dal sentiero didattico/ricreativo che si snoda nell’area boscata di recente realizzazione. In ultimo verrà realizzato un adeguato ponte carrabile in sostituzione dell’esistente per garantire la connessione nord-sud anche per i mezzi agricoli allo scopo migliorare le possibilità manutentive e di presidio del territorio.


A.3.1 Percorsi ciclo-pedonali (Vedi Tav. A.27)
Per il tratto di percorso parallelo alla via Selvanesco, al fine di ottimizzare le potenzialità dell’area ed assolvere anche all’importante ruolo simbolico-paesaggistico del contesto rispetto al Parco Agricolo, abbiamo optato per non limitare l’intervento al semplice approccio funzionale, ma abbiamo coinvolto un’area della profondità di 10m, realizzando un’autentica fascia attrezzata tampone tra la sede viabilistica (dove i veicoli transitano veloci) e i limitrofi campi agricoli (dove la vita scorre lenta).
Non si tratta di un giardino estetico, o di un’area verde progettata con criteri “urbani”,  ma di uno spazio semi-naturale in grado di gestire la transizione verso il paesaggio rurale e incentivarne l’interpretazione a fini ricreativi ma anche conoscitivi.
Riteniamo, infatti, che attraverso il recupero del paesaggio rurale e la creazione di un sistema connettivo tra il parco e le funzioni urbane, si svolgano i principali temi che questo progetto ha dovuto affrontare.
Quest’approccio può sfruttare le caratteristiche del paesaggio rurale caricandolo di una forte componente didattica che permetta ai cittadini la riscoperta del proprio territorio ricreando l’armonia tra l’ambiente costruito e l’ambiente naturale.
Il progetto dunque si articola tra la necessità di creare un collegamento funzionale e la necessità di esprimere valori paesaggistici. Abbiamo dunque ritenuto necessario il ripensamento di tutta la fascia di vegetazione spontanea lungo il ciglio della strada ridonando alle bordure dei campi quella funzione naturalistica che nel passato hanno sempre ricoperto; i bordi dei campi nel passato, infatti, oltre che definire gli appezzamenti di terra creavano un habitat d’importanza naturalistica fondamentale. Verranno dunque seminati erbe e fiori autoctoni (Papavero rosso, Fiordaliso, Salvia dei prati, Camomilla, Margherita, Ranuncolo, etc.) che contribuiranno al completamento paesaggistico e all’integrazione del nuovo percorso nel paesaggio circostante.
Questa fascia di vegetazione spontanea e bordure fiorite ci permette il posizionamento in sicurezza di un primo tratto di pista ciclabile che attraverso un andamento discontinuo e sinuoso si presenta come un sentiero rurale con percorsi sdoppiati e isole attrezzate (con sedute e bacheche illustrative) per la sosta dei fruitori.


Esempio di inserimento paesaggistico di una fascia a verde pubblico con percorso simile a quella in progetto
Il sistema di connessione al resto del Parco sarà completato attraverso la creazione di  due sentieri in calcestre con larghezza pari a 2,50 metri da realizzare lungo il perimetro del fondo agricolo, che saranno congiunti tra loro da un terzo tratto da realizzare lungo la sponda sud del Ticinello. Tale sistema si completerà con la formazione di un sentiero pedonale in calcestre in un area di forestazione di recente realizzazione che dovrà essere preservata rispetto a qualsiasi lavorazione inerente le opere qui descritte.


A.3.2 Ponte carrabile sul Ticinello (Vedi Tav. A.34)

La generale riorganizzazione e valorizzazione dei percorsi impone, al fine di consentirne un’adeguata fruizione in condizioni di decoro e sicurezza, nonché di agevolare le attività agricole e manutentive, la realizzazione di un nuovo ponte carrabile e pedonale.
Attualmente la passerella (vedi foto) presenta caratteri di precarietà e pericolosità che ne impediscono l’utilizzo in un’area attrezzata a fruizione pubblica. Tale manufatto (putrelle metalliche con soletta in cls poggianti su spalle in muratura) va pertanto rimosso e sostituito con una struttura più solida e morfologicamente adeguata.
La soluzione strutturale prevede l’utilizzo di micropali che svincolano il nuovo ponte dalle spalle esistenti che non garantiscono le necessarie portate.

Attuale consistenza del ponte sul cavo Ticinello Sezione trasversale del nuovo ponte in progetto




ll ponte vero e proprio ha invece una struttura in travi prefabbricate di calcestruzzo (lunghezza 5.4m) con piano di calpestio in calcestre.
La larghezza passa dagli attuali 1.5m a 4.0m con parapetti che si allargano verso la campagna per consentire un agevole imbocco e manovra da parte dei mezzi agricoli.
Tale opera riveste un ruolo cruciale per consentire la piena circolarità in quest’area del parco, riscattandone l’attuale marginalità che è la principale causa di degrado ed usi impropri.
Gli attuali muriccioli di sostegno in blocchi di pietra e mattoni saranno riqualificati mediante un intervento di riordino/pulizia/integrazione lasciandone inalterati materiali e caratteri generali. (Vedi interventi sui manufatti idraulici).


A.4 Interventi di valorizzazione su sistema irriguo e manufatti idraulici
(Vedi Tav. A.33)
Oltre alla valorizzazione dei percorsi esistenti, ove si prevede la realizzazione di aree per la sosta complete di elementi di arredo, si ritiene necessario valorizzare la presenza dei canali e dei manufatti idraulici, elementi paesaggistici di peculiare importanza sia per la conduzione agricola delle campagne (valore funzionale), sia per la conservazione del valore storico-documentario dei siti rurali (valore culturale).
I principali interventi previsti sono volti a garantire il normale deflusso delle acque: spurgo, modellazione delle sponde ove necessario, consolidamento o rifacimento di parte dei sistemi lignei per il contenimento delle sponde, ripristino di situazioni alterate da smottamenti, erosioni causate dalla caduta di alberi o altri fenomeni di degrado statico e funzionale; tutti gli interventi saranno realizzati nella forma di manutenzione ordinaria o straordinaria al fine di non alterare i caratteri paesaggistici dei luoghi. Per tale motivo si cercherà di salvaguardare il più possibile le specie vegetali presenti, singole o disposte a filare.
Per quanto concerne i manufatti idraulici (chiuse e sottopassi) si prevede l’esecuzione di interventi puntuali sui singoli elementi che, a seconda delle esigenze rilevate, saranno riqualificati attraverso la riparazione delle parti ammalorate, ovvero il rifacimento completo ove sia necessario.

A tal fine sono stati analizzati i singoli manufatti per valutarne lo stato di conservazione materico e, a seguito di ulteriori e più approfondite indagini da eseguirsi in fase di cantiere, alcuni di essi (quelli di cui si valuterà il maggior valore funzionale per gli agricoltori ed estetico per i fruitori del parco) saranno riqualificati prevedendone, ove possibile, la conservazione/riuso delle parti originarie (elementi in pietra e mattoni a vista). Gli altri saranno oggetto di semplice riordino.
Anche per i manufatti per i quali saranno necessari interventi più consistenti (completa o parziale ricostruzione di intere parti), le opere saranno realizzate nel rispetto delle tipologie costruttive originali rilevate.


Esempio di schema costruttivo di manufatto idraulico rilevato nel Parco del Ticinello – da conservare.

Per quanto riguarda il tratto attualmente intubato (circa 15m) della roggia Scarpogna (manufatto n° 15 indicato in planimetria e schede – vedi foto) di cui nel precedente Parere di Conformità il Consiglio Direttivo del PASM (prot. 290681 del 03/12/2013 – fasc. 7.4/2013/380) richiedeva, se possibile, la rimozione con ripristino della sezione aperta del corso d’acqua, specifichiamo che, considerata l’esigenza logistica di attraversamento da parte dei mezzi agricoli per accedere alla limitrofa campagna, sarà rimossa la maggior parte di tale manufatto, lasciando intubato solo un piccolo tratto (circa 4/5 metri) a costituire un passaggio/ponte.


A.5 Altri interventi su percorsi e sentieri
(Vedi Tav. A.33)

Il lavoro di riordino generale dei percorsi e di facilitazione delle connessioni si completa mediante la realizzazione di 2 passerelle pedonali a ponte per il superamento di  altrettanti fossi o corsi d’acqua.
Si tratta di ponticelli in legno che non prevedono portate che consentano il transito di mezzi agricoli ma solo il passaggio ciclo-pedonale; il primo sostituisce l’attuale passaggio precario tra la zona degli orti e l’area didattica in ambito Campazzino; mentre il secondo costituisce un nuovo collegamento tra il percorso di via Selvanesco e la forestazione di recente impianto, lungo l’anello pedonale nell’ambito sud del parco.
Questa tipologia di ponti poggia su solide spalle in cls e presenta una struttura completamente lignea con travi longitudinali cm 15x50 che consente il superamento di luci fino a 7m.
I parapetti saranno realizzati sul modello di quelli già esistenti all’interno del parco.


Sezione longitudinale dei ponticelli in legno

Per quanto riguarda gli altri elementi di arredo con i quali verranno attrezzati percorsi e sentieri abbiamo pensato di limitare al minimo indispensabile tali attrezzature e di conformarne tipologie e materiali al particolare contesto paesaggistico rurale che si intende preservare e valorizzare con la creazione del parco.
Steccati e parapetti (vedi disegno) saranno limitati ai tratti lungo le rogge maggiormente esposti e per i quali l’incremento ipotizzabile di fruizione anche ciclabile potrebbe esporre a potenziali pericoli. Si prevede questa tipologia solo per brevi tratti (al massimo 8/10m)
Invece nelle situazioni in cui abbiamo riscontrato la necessità di delimitare gli ambiti progettuali per lunghi tratti (ad esempio per separare le aree a conduzione agricola da quelle a fruizione pubblica, o per “proteggere” i prati fioriti o altri ambiti delicati da una fruizione massiva) abbiamo optato per una soluzione più discreta: quella dei paletti di delimitazione, che, in contesti analoghi, ci sembra abbia svolto la funzione con efficacia e con un positivo impatto paesaggistico. (Vedi, a titolo di esempio, la foto sotto).


Tutti i percorsi, in funzione delle diverse lunghezze, sono dotati di piccole piazzole di  sosta che comprendono sedute fisse e pannelli informativi. È molto importante che anche le aree a vocazione rurale o naturalistica non siano del tutto prive di questi elementi oltre ad altre semplici strutture come gli appoggi ischiatici, poiché tale situazione limiterebbe fortemente la possibilità di fruizione da parte di cittadini a mobilità limitata (anziani, bambini, portatori di differenti disabilità, donne gravide, ecc).
Per le sedute fisse lungo i percorsi principali abbiamo optato per una soluzione (già presente in prossimità delle cascine) il più possibile “rustica”, robusta e antivandalica: panche (di differenti lunghezze) costituite da un muretto in mattoni pieni di laterizio (con fondazione in cls) con piano di seduta realizzato mediante lastrone lapidee (si cercherà di utilizzare soluzioni “di recupero”. (Vedi disegno).

All’interno delle aree boscate, invece, dove i percorsi assumono la consistenza di “sentieri”, le piazzole di sosta, indispensabili allo svolgimento di attività didattiche, saranno attrezzate con sedute ricavate da tronchi di provenienza locale: tipologia che potrebbe non rientrare tra quelle contrattuali oggetto di appalto ma che sarà temporaneamente allestita in collaborazione con gli agricoltori locali.

Le strutture di tipo didattico si limitano ad alcune bacheche: elementi di supporto per i pannelli informativi e di orientamento. Ne abbiamo previste 2 differenti tipologie: le bacheche rette (per i pannelli d’ingresso e per riportare informazioni di tipo logistico) e le bacheche a leggìo, da preferire per i pannelli tematici che richiedono il confronto visivo con il paesaggio circostante. Entrambe sono realizzate con pali di supporto in legno vincolati al terreno da piccoli plinti in cls. (Vedi disegni).



Bacheca retta























Bacheca a leggìo

8          ALBERI DA ABBATTERE (Vedi Tavv. A.04, A.05, A.26)
L’attuazione del progetto, nell’ottica di una generale riqualificazione di percorsi, accessi, attrezzature, prevede l’abbattimento di alcuni alberi di cui si dà di seguito una breve descrizione.
Secondo quanto previsto già durante l’attuazione del citato progetto sulle connessioni ecologiche intendiamo proseguire, nella progressiva sostituzione dei filari esistenti di Pioppo. Tale attività riveste particolare delicatezza in quanto questi filari maestosi costituiscono un elemento paesaggistico peculiare del sito. D’altro canto però,  l’attuazione del parco e la responsabilità nei confronti di una fruizione pubblica non sporadica, impongono il rispetto di elementari regole di sicurezza, tra cui l’abbattimento e sostituzione degli esemplari più vetusti e malandati (attualmente nei giorni ventosi gli schianti di grosse branche o di interi alberi sono fenomeni quotidiani).
Considerando che i Pioppi esistenti sono da considerarsi alla fine del loro ciclo vitale, l’intervento di sostituzione può essere considerato una normale attività manutentiva, e verrà attuato progressivamente e per settori, evitando drastici abbattimenti che susciterebbero impatti paesaggistici eccessivi e genererebbero sicuramente proteste e malcontenti nella cittadinanza.
Con i botanici del Parco Sud abbiamo concordato, per la sostituzione degli esemplari vetusti, la seguente modalità: si individuano i tratti dove gli alberi presentano maggiori problemi di stabilità e si abbattono in una stagionalità che consenta l’immediata sostituzione con una sequenza alternata di Farnie (Quercus robur) e Pioppi bianchi (Populus alba). Il sesto d’impianto iniziale di 8/10 metri consente il rapido accrescimento dei giovani Pioppi (ripristinando velocemente il contesto paesaggistico), mentre, nel  lungo periodo, rispettando la maggior lentezza nella maturazione delle Quercie si prevede di eliminare progressivamente i pioppi, lasciando queste ultime a costituire maestosi filari (duraturi e botanicamente più interessanti
rispetto a quelli attuali impiantati a scopo produttivo).
Questa attività, come accennato, è già incominciata con un primo intervento da parte di ERSAF, che nella primavera 2015 ha ricostituito, con le modalità descritte, un tratto di circa 150m in fregio alla marcita (percorso centrale) nell’ambito di cascina Campazzo, mettendo a  dimora  una trentina di giovani piante (vedi foto a lato).

L’attuale progetto esecutivo prevede la realizzazione di un tratto analogo mediante la sostituzione di 6 Pioppi neri esistenti (circa 60m) lungo il percorso di accesso alla nuova area didattica dietro alla cascina Campazzino.
Questa attività si rende necessaria (ed è stata specificamente richiesta in  tal senso dal responsabile per la sicurezza in fase di esecuzione) non solo in funzione della sicurezza dei fruitori dell’area, ma anche per garantire al cantiere stesso ed alle strutture  previste, le necessarie condizioni di sicurezza e prevenzione di eventuali calamità da schianto.
Gli alberi di cui si prevede la rimozione saranno contestualmente sostituiti da giovani esemplari secondo lo schema descritto.
(I soggetti da rimuovere sono i primi sei esemplari a sinistra della foto a lato).

Sempre lungo la roggia Scarpogna, sull’altro lato del corso d’acqua abbiamo rilevato la presenza di un piccolo filare costituito da 13 Pini neri (Pinus nigra.) - specie alloctona e completamente incoerente al paesaggio vegetazionale e al contesto paesaggistico locale – probabilmente piantumati a cura degli ortisti che conducono abusivamente l’area limitrofa (vedi foto). Per questo filare, considerato incompatibile con le attività che intendiamo avviare sull’area, prevediamo la rimozione senza sostituzione delle piante, poiché la roggia risulta già piantumata lungo la sponda adiacente.

Il progetto prevede inoltre, nell’ambito della riqualificazione naturalistica delle sponde del cavo Ticinello, la rimozione di una boscaglia spontanea infestante insediatasi nell’area  Sud (ambito Selvanesco). Si tratta di Ailanti (Ailantus altissima) e polloni di giovani Robinie (Robinia pseudoacacia), che, in assenza di controllo e manutenzione, hanno disordinatamente colonizzato la sponda del corso d’acqua.
Una volta che si sarà completata la delicata attività di smantellamento degli insediamenti ortivi abusivi in quella fascia lungo il Ticinello, si procederà al ripristino di un’adeguata fascia ripariale igrofila, in grado di ricostituire la necessaria connessione ecologica.
Altri eventuali abbattimenti qui non previsti, che si renderanno necessari durante i lavori, verranno preventivamente segnalati al Parco per la relativa autorizzazione mediante apposita specifica documentazione.



9 ELENCO ELABORATI GRAFICI

Tav A.01 Inquadramento Tav A.02  Assetto catastale
Tav A.04 Stato di fatto area Nord (scala 1:1.000) Tav A.05  Stato di fatto area Sud (scala 1:1000)
Tav A.07 Stato di progetto area Nord (scala 1: 1.000) Tav A.08  Stato di progetto area Sud (scala 1: 1.000)
Tav A.10  Dettaglio progetto ambito via Dudovich (scala 1:500, 1:200)
Tav A.16 Dettaglio progetto ambito Campazzino – area didattica (scale varie) Tav A.19  Dettaglio progetto ambito Campazzino – area orti (scale varie)
Tav A.23 ambito Campazzino – Allacciamento acquedotto Tav A.26  Stato di fatto ambito Selvanesco (1:200, 1:50)
Tav A.27 Dettaglio progetto ambito Selvanesco (1:200, 1:50) Tav A.33  Manufatti idraulici
Tav A.34  Dettagli elementi di arredo, attrezzature, ponti


10 ELENCO MAPPALI INTERESSATI (Vedi Tav. A.02)

Foglio
Mappale
Proprietà
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Progetto Esecutivo

5 OBIETTIVI E SCELTE PROGETTUALI
Il presente progetto, in linea con gli indirizzi sopra esposti, si pone come obiettivi la valorizzazione e il potenziamento di un ambito storicamente dedicato alle attività rurali incrementando le possibilità e le qualità fruitive, privilegiando la conservazione e lo sviluppo del patrimonio paesistico, culturale ed ambientale di notevole importanza per la città di Milano. Fino ad oggi il contesto, per vocazione e per azzonamento urbanistico, ha mantenuto una destinazione d’uso agricola che rappresenta un valore certo per la città  ma che necessita di interventi volti a consolidare l’equilibrio tra fruizione pubblica, attività produttive e valori ambientali riconosciuti anche alla scala territoriale in relazione alla definizione delle reti ecologiche e delle necessarie connessioni atte al loro consolidamento e completamento.

5.1 Valorizzazione del paesaggio Agrario e dei sistemi di fruizione
Il Parco attualmente rappresenta un sistema del verde tipico della campagna lombarda in cui le estensioni di prati coltivati a graminacee, da foraggio o per l’alimentazione umana, sono delimitate da capezzagne e rogge per l’irrigazione dei campi che segnano il terreno e sono bene individuabili anche in lontananza grazie alla presenza di filari continui di pioppi (Populus nigra, Populus alba, Populus nigra Italica). Per l’intero sistema si prevede il mantenimento della pratica agricola attuale, sulla base di contratti di affittanza agraria stipulati tra Comune di Milano e agricoltori, ad eccezione di parte delle aree che verranno destinate a pratiche agricole sperimentali, a frutteto, ad orti per i cittadini e per la realizzazione di aree boscate per il perseguimento dell’obiettivo di cui al punto 5.2.
Altro elemento significativo, per il quale si prevedono interventi di riqualificazione e integrazione delle reti, sono i percorsi. Questi ultimi riprendono la totalità delle strade interpoderali esistenti. Nel progetto si prevede la creazione di tre livelli di percorsi interni al parco puntando alla realizzazione di un ordine gerarchico del sistema della mobilità interna: percorsi carrabili per i mezzi di lavoro, percorsi pedonali o ciclopedonali e  semplici sentieri. Le strade interpoderali esistenti saranno rimodellate conservando il battuto consolidato, migliorandone la percorribilità a favore dei mezzi di lavoro per l’attività agricola. Inoltre si realizzeranno le necessarie connessioni tra i vari livelli di percorsi anche con la sostituzione/realizzazione di attraversamenti/ponticelli sui canali atti a favorire la continuità della fruizione pedonale.
Insieme alla valorizzazione dei percorsi si propone di intervenire con sostituzioni e integrazioni sui filari esistenti (attività già avviata nell’ultimo anno) effettuando anche analisi e verifiche fitostatiche e successivi conseguenti interventi di messa in sicurezza sulle alberature esistenti, o con la formazione di nuovi filari alberati e siepi campestri per sottolineare la matrice agricola e la presenza di percorsi o rogge – che rappresentano significative persistenze storiche - nel rispetto del disegno esistente e allo stesso tempo creare zone d’ombra lungo i sentieri, le strade poderali e lungo le reti di canali. Lungo i percorsi saranno realizzate le aree di sosta, differenziate a seconda del contesto di inserimento, cercando di limitare le interferenze con l’attività agricola che comunque, nel suo svolgersi, costituisce l’elemento caratterizzante. Si punterà a creare le condizioni anche per un uso ciclabile dei percorsi. All’interno di tutto il Parco, in particolare in prossimità degli ingressi e lungo i percorsi, saranno inserite varie tipologie di arredo per favorire la fruizione pubblica compatibilmente alle attività agricole. Un ulteriore elemento da valorizzare è proprio il sistema irriguo. Questo sistema, oltre ad essere elemento fondamentale per la produzione agricola, rappresenta un valore identitario di notevole interesse sia sotto il profilo paesaggistico e storico sia anche sotto il profilo naturalistico. Tutte le rogge esistenti sono dunque confermate e se ne prevede la pulizia (spurgo o disostruzione), l’eventuale modellazione delle sponde, il ripristino funzionale o la riqualificazione dei manufatti idraulici ed in ultimo la realizzazione o la riqualificazione dei ponticelli.

Compatibilmente con le funzioni produttive alcuni spazi saranno destinati ad attività agricola di tipo sperimentale. Un esempio da valutare per le successive fasi di gestione (da concordare con gli agricoltori) sarà l’applicazione, a rotazione su tutte le aree agricole del parco, di una modalità di conduzione a basso impatto energetico, senza l’uso di diserbanti o fitofarmaci, basata sulla spontaneità dei prodotti che cresceranno insieme ad “infestanti” - da monitorare - che anche attraverso le fioriture in diversi periodi vegetativi potranno sviluppare suggestioni paesaggistiche.
In queste aree sarà ovviamente ridotta la produttività dei terreni pertanto si propone di praticarla su spazi pubblici di piccole dimensioni ed esclusi dai contratti di affittanza agraria. Come detto la produttività si riduce ma il costo di conduzione, preparazione e manutenzione è molto basso, o in alcuni casi anche nullo, pertanto la redditività potrà essere valutata nel tempo attraverso un’adeguata analisi costi – benefici anche in ragione della riduzione di emissioni inquinanti in atmosfera e nel terreno evitando l’uso di carburanti delle macchine agricole e dai trattamenti con diserbanti o fitofarmaci.
Tale modello, oltre alla riduzione degli impatti sull’ecosistema, consentirà di produrre studi specifici atti a valutare gli esiti complessivi sia da un punto di vista economico che ambientale. L’interesse scientifico per tale pratica sperimentale oltretutto può trovare spazio anche nell’analisi delle dinamiche biologiche che si svilupperanno nel tempo con  un carattere di biodiversità che potrebbe consentire una selezione inversa del prodotto agricolo riportando la coltura alla specie originaria attraverso un processo che possiamo definire di de-generazione (inversione della tendenza agronomica della selezione, atta a favorire la produttività a discapito della ricchezza genetica delle varietà “primitive”).

5.2 Valorizzazione dei caratteri ecologici
In considerazione del fatto che questo contesto venga riconosciuto, all’interno di un sistema ambientale più ampio rispetto ai confini comunali, come elemento di estrema importanza per la continuità delle connessioni ecologiche sovralocali, uno dei principali temi progettuali riguarda proprio il ripristino della continuità ecosistemica lungo le sponde del Ticinello che attualmente presenta elementi di discontinuità e frammentazione, in particolare per la presenza di insediamenti non regolamentati e usi impropri. Il presente progetto dunque propone interventi volti al ripristino di una continuità di fasce boscate lungo il Ticinello, affiancate da fasce ecotonali. Inoltre si prevede la riqualificazione ambientale delle sponde attraverso la piantumazione delle stesse, ove necessario, per ricreare gli habitat favorevoli allo sviluppo di biodiversità. Altri interventi trasversali per  gli obiettivi sopra descritti hanno riguardato la realizzazione di nuovi impianti arboreo arbustivi per la formazione di aree boscate (attività pressoché completata nell’ultimo anno con finanziamento Cariplo), aree a frutteto, arbusteti, prati fioriti, andando a consolidare i margini sud, ovest ed est dell’intero Parco. All’interno di tali impianti  saranno realizzati percorsi e spazi di fruizione con valenza didattica e conoscitiva. Si prevede inoltre che tutti gli interventi riguardanti le opere a verde siano completi delle necessarie attività manutentive post-impianto.

5.3 Scelte progettuali
Valorizzazione delle aree di accesso e margini
Valorizzazione ingresso nord (via Dudovich) - adiacenze della Cascina Campazzo
Valorizzazione ingresso est (via Campazzino) - adiacenze della Cascina Campazzino
Valorizzazione margine sud lungo la via Selvanesco
Inserimento di elementi di arredo

Valorizzazione, riqualificazione e connessione dei percorsi
Riqualificazione dei percorsi interni al parco
Realizzazione di ponticelli per passaggio su canali
Realizzazione nuovi tratti di percorsi
Realizzazione di aree attrezzate per la sosta
Riqualificazione dei sentieri in ambiti naturalistici
Realizzazione nuovi sentieri.

Valorizzazione del sistema irriguo e dei relativi manufatti
Ammodernamento e opere di ripristino su manufatti idraulici
Realizzazione nuovi manufatti idraulici
Ripristino della funzionalità idraulica di canali irrigui

Valorizzazione / incremento patrimonio arboreo/arbustivo e potenziamento biodiversità
Realizzazione di nuove aree boscate * (completata)
Realizzazione di fasce ecotonali e arbusteti * (da completare)
Realizzazione di area umida * (da avviare)
Piantumazione delle sponde
Realizzazione di nuovi filari
Piantumazione di siepi campestri polispecifiche
Realizzazione di campi fioriti, prati fioriti e fienagione (attività agricole sperimentali)
Manutenzioni quinquennali sviluppo elementi vegetali *

* opere e attività finanziate con Bando Cariplo la cui progettazione esecutiva e realizzazione è stata curata da altro soggetto attuatore.


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Progetto Esecutivo

6 INTERAZIONI E INTERFERENZE
Considerato quanto riportato nel decreto regionale “D.d.u.o. n. 4650 del 03 giugno  2013
– Delimitazione del territorio della Regione Lombardia in applicazione del decreto ministeriale 12 ottobre 2012. Misure d’emergenza per impedire l’introduzione e la diffusione dell’Anoplophora chinensis nel territorio della Repubblica Italiana” che riporta nell’elenco delle cosiddette “zone infestate” la via dei Missaglia, prossima al Parco del Ticinello, al fine di evitare il propagarsi dell’infestazione, si dovrà aver particolare cura nella scelta delle essenze specie per non includere tra le piante da mettere a dimora nell’area di intervento specie attaccabili (sensibili) dal Tarlo asiatico. Sarà comunque verificata a livello di progetto esecutivo la possibilità, in accordo e sotto la diretta sorveglianza del Servizio Fitosanitario Regionale, di ottenere una deroga alle limitazioni previste dalle norme di legge per poter impiantare anche parte delle specie sensibili adottando i protocolli già previsti anche in ottica di sperimentazione. Per quanto riguarda le reti di servizi e sottoservizi, da una prima indagine sulle aree interessate dal progetto, non sono emerse problematiche rilevati. Si segnala in ogni caso la presenza di linee elettriche aeree per le quali sarà necessario osservare le fasce di rispetto sia nelle scelte progettuali esecutive sia nelle successive fasi operative.

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Progetto Esecutivo

7 DESCRIZIONE DEGLI INTERVENTI
Per il perseguimento degli obiettivi sono stati individuati diversi ambiti di intervento al  fine di creare un sistema di fruizione all’interno del comparto che resterà  prevalentemente agricolo in rapporto alla superficie complessiva dell’area.
Il progetto si compone dunque dei seguenti interventi:
Valorizzazione ambiti:
  • A.1 Interventi di valorizzazione ambito via Dudovich
  • A.2 Interventi di valorizzazione ambito Cascina Campazzino
  • A.2.1 Area orti
  • A.2.2 Area didattica.
  • A.3 Interventi di valorizzazione ambito via Selvanesco
  • A.3.1 Percorsi ciclo-pedonali
  • A.3.2 Ponte carrabile sul Ticinello
  • Valorizzazione dei percorsi esistenti del sistema irriguo:
  • A.4 Interventi di valorizzazione del sistema irriguo e dei manufatti idraulici
  • A.5 Altri interventi su percorsi e sentieri

SCHEMA DI PROGETTO 1° lotto – Valorizzazione ambiti, percorsi e manufatti

A.1 Interventi di valorizzazione ambito via Dudovich (Vedi tavv. A.04, A.07, A.10)

L’area oggetto di intervento ha un’estensione pari a 12.315 mq (1,2 ha) di cui circa l’80% è stata destinata alla realizzazione di un’area forestale all’interno della quale si svilupperanno sentieri e percorsi per la pubblica fruizione (anche con valenza didattica). L’area rappresenterà uno dei principali punti di approdo al Parco del Ticinello; per assolvere a questa funzione sarà realizzata una piazzola attrezzata che raccorderà l’ingresso del Parco alla via Dudovich; a partire dalla piazzola saranno realizzati nuovi tratti di percorso ad uso pedonale in affiancamento a quello esistente, che resterà a disposizione per l’ingresso dei mezzi agricoli. L’itinerario dedicato alla fruizione pubblica sarà attrezzato con sedute, cartelli informativi ed integrato nella prima porzione (fino alla Cascina Campazzo) con un sistema di illuminazione. Nell’area è stato da poco ultimato l’intervento di forestazione che dovrà essere preservato rispetto a qualsiasi lavorazione inerente le opere qui descritte. A tale scopo il cronoprogramma e il piano generale delle attività saranno definiti al fine di non creare danni all’area forestale né interferire in alcun modo con le relative, necessarie, attività manutentive.
Nelle seguenti foto: come si presentava questa primavera l’area di intervento forestale.

Sul sito sono presenti i tracciati di una piazzola di ingresso/sosta per i fruitori e due tratti di percorso che dovranno essere completati; in prima istanza saranno eseguiti i necessari compattamenti dei sottofondi presenti e solo successivamente si realizzeranno le opere di finitura degli stessi. Tutti i percorsi di progetto saranno realizzati con finitura drenante in calcestre con larghezza cm 250 per i tracciati principali e cm 120 per il sentiero sinuoso che si snoda nell’area forestale.

La piantumazione della porzione nord dell’area verrà completata mediante la messa a dimora, a scopo didattico ed estetico di alberi fruttiferi (nel Progetto Definitivo era prevista un’area a frutteto) tra cui Noce (Juglans regia) e Ciliegio selvatico (Prunus avium). Le specie sono state scelte allo scopo di non costituire elementi particolarmente attrattivi per i fruitori, al fine di evitare il potenziale danneggiamento degli alberi a maturazione dei frutti.
Anche la parte arbustiva verrà particolarmente curata al fine di offrire alla microfauna opportunità trofiche invernali oltre che ricchi microhabitat per il rifugio o la riproduzione, optando, tra le specie tipiche del climax locale, per quelle più opportune per produzione di bacche e piccoli frutti. Da questo punto di vista particolare importanza riveste la realizzazione di una siepe campestre polispecifica che accompagna il nuovo percorso per un centinaio di metri lungo il confine a nord-est (subito dopo il passaggio pergolato che introduce simbolicamente al parco): qui verranno messe a dimora diverse specie arboreo-arbustive tra le seguenti: Prunus avium, Fraxinus excelsior, Crataegus monogyna, Cornus sanguinea, Prunus spinosa, Viburnum opulus, Ligustrum vulgare.
Si tratta di una struttura lineare che rafforza il patrimonio vegetazionale e il ruolo ecologico dei margini dei campi coltivati e dei percorsi secondari, mediante la piantumazione, il più possibile naturaliforme, di alberi e/o arbusti.
L’obiettivo è quello di incrementare le formazioni vegetali lineari, rarefatte nel territorio agroindustriale, principalmente in funzione ecologica (sosta e rifugio, corridoio ecologico, sostegno trofico e habitat per entomofauna e avifauna, ecc) ma anche estetico/paesaggistico secondo la tradizione tipica della piantata padana.
Infine non verrà trascurata la componente erbacea. Nella porzione d’ingresso, infatti, verrà mantenuta un’ampia fascia di mitigazione priva di esemplari arborei e/o arbustivi, allo scopo di favorire la formazione di una prateria permanente il più possibile fiorita e diversificata in grado di svolgere, oltre all’attrattiva estetica per i fruitori durante i periodi di fioritura e l’intrinseco valore didattico-educativo, le seguenti importanti funzioni ecologiche:
corridoio ecologico per il passaggio e la diffusione sia della fauna che della flora;
area di sosta, rifugio, riproduzione, alimentazione per la piccola fauna;
arricchimento delle popolazioni di entomofauna e sostegno agli impollinatori (soprattutto lepidotteri e imenotteri);
incremento della biodiversità locale (sia in termine di specie che di habitat).
Al fine di evitare l’introduzione di specie/varietà/ecotipi estranei al territorio, nella realizzazione della prateria fiorita verrà utilizzata la tecnica del fiorume con materiali provenienti da aree fitogeografiche compatibili con quelli dell’habitat locale.

In sintesi il complesso delle opere di sistemazione previste per l’ambito via Dudovich si può riassumere nelle seguenti:

Formazione di percorsi attrezzati completi di elementi di arredo (sedute, paletti di delimitazione, bacheche informative)
Messa a dimora di alberi isolati, a filare e macchie di arbusti misti
Formazione di aree a prato stabile e prati fioriti
Realizzazione di pergolato in legno posato su plinti in cls
Realizzazione di impianto di illuminazione pubblica dall’ingresso di via Dudovich fino alla Cascina Campazzo (pali h. 4m)


A.1 Interventi di valorizzazione ambito Cascina Campazzino
(Vedi tavv. A.04, A.07, A.16, A.19, A.23)

Attualmente l’intorno della cascina è occupato da particelle ortive spontanee che necessitano di un intervento di riqualificazione complessiva al fine di migliorare le condizioni di fruizione e al contempo di migliorare le condizioni di decoro dell’intero contesto (seguiranno, con l’attuazione di altri programmi, gli interventi necessari alla riqualificazione della Cascina Campazzino, non contemplati nel presente progetto e di competenza di altri settori comunali).
Un’altra porzione di area è occupata da baraccamenti e manufatti che versano in gravi condizioni di degrado e abbandono, per i quali si prevede la completa rimozione; oltre ad una pulizia complessiva delle aree sarà effettuato il ripristino delle quote di campagna al fine di predisporre un massetto di pavimentazione su cui verranno posti in opera nuovi manufatti atti a favorire attività pubbliche e associative a scopo didattico su temi agrari. L’idea di progetto prevede la realizzazione di un portico polifunzionale, costruito secondo gli schemi tradizionali delle pertinenze delle cascine presenti, e di serre leggere modulari realizzate con strutture metalliche. Tali manufatti sono da considerarsi come spazi a disposizione per associazioni e cittadinanza per l’organizzazione di attività pubbliche, sperimentali e di accoglienza per i visitatori le cui funzioni saranno completate e integrate con la futura, ipotizzata, riqualificazione della Cascina Campazzino, all’interno della quale saranno rese disponibile ulteriori funzioni volte al potenziamento dei servizi per la fruizione pubblica e per le attività didattiche.
I principali interventi sono i seguenti:
Rimozione baraccamenti, manufatti e orti spontanei;
Realizzazione di n. 18 particelle ortive ordinate in sostituzione delle esistenti;
Realizzazione di costruzioni accessorie comuni per l’area orti;
Realizzazione di edificio porticato per magazzino/servizi e attività varie;
Realizzazione di serre didattiche (tunnel freddi);
Realizzazione di giardino acquatico per vivaio piante acquatiche;
Allacciamenti alle reti elettrica e d’illuminazione pubblica.
Estensione rete idrica a scopo irriguo da via Campazzino (~500m)

A.2.1 Area orti (Vedi Tav. A.19)
Questo comparto risponde all’esigenza di crescente domanda di particelle ortive ordinate e attrezzate.
Rispetto alla soluzione presentata con il Progetto Definitivo le parcelle sono state incrementate da 12 a 18. Si tratta di parcelle medio/piccole (50/60mq) a costituire un presidio compatto e organizzato, eventualmente espandibile in futuro nell’adiacente area verde in direzione della Cascina.
Le scelte progettuali in ordine ai parametri morfologici e materici si indirizzano all’intento di fornire a questa tradizionale funzione un’immagine più contemporanea e di positivo impatto paesaggistico, riscattando la consuetudine secondo cui i presidi ortivi (anche quelli ordinati) si trasformano presto in un aggregato spontaneo e disordinato di superfetazioni e fatiscenze.
Gli elementi accessori comuni, pertanto (baracche per il ricovero degli attrezzi e piccola aula a disposizione), sono stati compattati sotto ad una grande struttura a pergola su cui verranno avviati dei rampicanti.


L’elemento pergolato svolge anche l’importante funzione di offrire ai fruitori un ambiente aperto ma gradevolmente ombreggiato per le attività aggregative che si intendono promuovere come complementari alla funzione ortiva.
Da questo punto di vista, e nell’ottica di allargare la potenziale fruizione a fasce deboli di cittadini (bambini, anziani, disabili), ma anche a scopo didattico, abbiamo pensato anche di inserire nell’offerta funzionale due cassoni denominati “orti facilitati” dove le attività orticole potranno essere svolte anche da persone su sedia a ruote.
Per lo smaltimento delle acque meteoriche si prevede l’utilizzo di una canalina disperdente.
Coerentemente alla funzione legata alla nutrizione si prevede di piantumare, a corredo dell’area, alcuni alberi con frutti eduli come Noce, Ciliegio e Gelso (Morus alba e Morus nigra - specie non comprese nell’allegato 1 delle specie arboree e arbustive del PASM ma tipiche di paesaggio, cultura e storia della pianura irrigua lombarda per la pratica della bachicoltura) oltre a qualche Quercia isolata, e di lasciare ampie porzioni prative per attività ludico/ricreative libere.
Sempre nell’ottica di inserire armoniosamente le nuove funzioni nel paesaggio rurale consolidato, abbiamo pensato di non creare delimitazioni “dure”, che creassero una cesura forte, ma dei semplici paletti che segnalano la transizione tra le aree ortive o prative (a fruizione pubblica) e quelle rurali/produttive, secondo uno schema collaudato che ci sembra paesaggisticamente convincente (vedi foto pagg 20, 23).

Poiché le aree ortive sono attualmente prive di approvvigionamento idrico certificato e necessitano di allacciamento alla rete di acqua potabile (ogni altra soluzione alternativa abbiamo sperimentato essere vulnerabile o poco funzionale) abbiamo optato per estendere la rete idrica presente in via Campazzino realizzando un nuovo tratto di rete interrato lungo circa 600m, in grado anche di rispondere in futuro al fabbisogno idrico civile di Cascina Campazzino (attualmente priva di allacciamento alla rete).
(Vedi Tav. A.23)

Schema planimetrico della sistemazione dell’area orti

A.2.2 Area didattica (Vedi Tav. A.16)
Questo comparto, che insiste su un’area attualmente degradata dalla presenza di ortaglie spontanee e baracche fatiscenti, prevede la realizzazione di un’area attrezzata a scopo didattico/ricreativo, dove sviluppare temi agro-naturalistici coerenti al contesto ambientale e paesaggistico. Le strutture previste consistono nelle seguenti:
Strutture e manufatti principali
Portico polifunzionale: tettoia coperta in forme e materiali tradizionali, pilastri rivestiti in mattoni di laterizio, capriate in legno, copertura a doppia falda in coppi lombardi (tale struttura sarà dedicata ad ospitare attività didattiche, ludiche, ricovero mezzi, magazzini e, in generale, qualsiasi funzione necessiti di una copertura).
Serre didattiche: Si tratta di tunnel freddi realizzati mediante strutture leggere metalliche modulari, ideati per ospitare semplici attività didattiche in campo agronomico/vivaistico.
Laghetto
Il progetto prevede, all’interno dell’area didattica limitrofa alla cascina Campazzino, la realizzazione di un biotopo acquatico con una duplice finalità: disporre di un vivaio dimostrativo di piante autoctone e allestire un piccolo centro di ecologia palustre con finalità educative.
Tale laghetto ha dimensioni di circa 350 mq e viene realizzato secondo il criterio di ricreare, in un biotopo artificiale, le condizioni di maggior naturalità possibile sul modello dei piccoli habitat acquatici delle stazioni palustri di pianura.
Per quanto riguarda le specie da utilizzare per la rinaturalizzazione, se ne elencano  alcune a titolo esemplificativo (scelte esclusivamente tra quelle autoctone) poiché il loro effettivo impiego è funzione delle specificità del progetto, dell’esposizione, nonché dell’effettiva reperibilità.

Ninfea bianca - Nimphaea alba
Mestola – Alisma plantago-aquatica
Erba saetta – Sagittaria sagittifolia
Nannufero – Nuphar lutea
Lingua d’acqua – Patamogeton natans
Lingua d’acqua crespa – Potamogeton crispus
Ulmaria – Filipendula ulmaria
Sedano d’acqua – Apium inundatum
Stella d’acqua – Callitriche stagnalis
Lenticchia d’acqua – Lemna minor
Melissa – Melissa officinalis
Morso di rana – Hydrocaris morsus-ranae
Millefoglie d’acqua – Myriophyllum spicatum
Calta – Caltha palustris
Ranuncolo d’acqua – Ranunculus aquatilis

Allo scopo di costituire un adeguato inserimento paesaggistico e per incrementarne il valore didattico/naturalistico lo stagnetto dovrebbe presentare almeno in un terzo del suo perimetro, una fascia di canneto a Typha latifoglia e Phragmites australis, oltre a giunchi, carici e altra vegetazione igrofila spondale. Un terzo del perimetro dovrebbe essere libero o a vegetazione erbacea bassa, per il riposo e la sosta della fauna.
Tale biotopo, seppur di evidente artificialità, favorirà velocemente l’instaurarsi di  biocenosi specifiche in condizioni controllate e facilitate per svolgere attività didattiche (libellule, microorganismi acquatici, erpetofauna, ecc).
Da un punto di vista idraulico il laghetto sarà approvvigionato mediante rabbocchi superficiali (le dispersioni sono limitate alla sola evaporazione), mentre i flussi in uscita saranno regolati da un manufatto idraulico a sfioro a valle dell’invaso che scarica in una canalina drenante e disperdente.

Alcune semplici strutture come un piccolo pontile in legno e uno spazio coperto limitrofo al laghetto completano le attrezzature didattiche, favorendo il contatto diretto con l’acqua e consentendo le attività didattiche in un’area ombreggiata e dedicata.
La localizzazione degli elementi sopra descritti nell’area adiacente la Cascina Campazzino consentirà in futuro di sviluppare, una volta recuperato alla sua funzione tutto il complesso edilizio, un polo ricettivo polifunzionale di interesse pubblico. A tale scopo si renderà necessario ricavare all’interno del comparto edilizio e nelle pertinenze della Cascina, alcuni locali e degli spazi adibiti alla fruizione pubblica (ad esempio un punto informazioni per il parco, uno spazio da adibire ad uffici pubblici, una sala polifunzionale per attività didattiche e conferenze, dei servizi igienici ad uso del pubblico, ed altre eventuali funzioni da definire).
Schema grafico planimetrico della sistemazione dell’area didattica

Schema costruttivo portico polifunzionale Schema grafico vasca/laghetto per piante acquatiche

A.3 Interventi di valorizzazione ambito via Selvanesco (Vedi Tav. A.26, A.27)

La via Selvanesco rappresenta il confine sud dell’ambito di progetto; allo stato attuale si riscontra la mancanza di tracciati praticabili che consentano l’accesso e la percorribilità pedonale in direzione sud-nord; i percorsi presenti risultano sconnessi, irregolari ed interrotti, pertanto assolvono alla sola funzione di servizio per i lavoratori agricoli; inoltre la percorribilità pedonale parallelamente alla via Selvanesco risulta molto scomoda, a tratti rischiosa, in quanto le aree agricole, compresi i canali irrigui perimetrali su tutti gli appezzamenti, arrivano fino al margine stradale dove manca una corsia laterale continua con adeguate caratteristiche di sicurezza.
L’idea progettuale per la valorizzazione di questo contesto consiste nella realizzazione di un primo tratto di percorso parallelo alla via Selvanesco in calcestre, in grado di rafforzare la percezione di un ambito fruibile; l’intervento è coerente e valorizza  l’interesse storico paesistico di questo tratto di percorso cosi come individuato nel P.T.C. del Parco Agricolo Sud Milano (ai sensi dell’art. 43 del PTC del Parco Agricolo Sud Milano).
Il sistema di connessione al resto del Parco sarà completato attraverso la predisposizione di due tracciati che congiungeranno il nuovo percorso di via Selvanesco alle sponde del Ticinello e dal sentiero didattico/ricreativo che si snoda nell’area boscata di recente realizzazione. In ultimo verrà realizzato un adeguato ponte carrabile in sostituzione dell’esistente per garantire la connessione nord-sud anche per i mezzi agricoli allo scopo migliorare le possibilità manutentive e di presidio del territorio.


A.3.1 Percorsi ciclo-pedonali (Vedi Tav. A.27)
Per il tratto di percorso parallelo alla via Selvanesco, al fine di ottimizzare le potenzialità dell’area ed assolvere anche all’importante ruolo simbolico-paesaggistico del contesto rispetto al Parco Agricolo, abbiamo optato per non limitare l’intervento al semplice approccio funzionale, ma abbiamo coinvolto un’area della profondità di 10m, realizzando un’autentica fascia attrezzata tampone tra la sede viabilistica (dove i veicoli transitano veloci) e i limitrofi campi agricoli (dove la vita scorre lenta).
Non si tratta di un giardino estetico, o di un’area verde progettata con criteri “urbani”,  ma di uno spazio semi-naturale in grado di gestire la transizione verso il paesaggio rurale e incentivarne l’interpretazione a fini ricreativi ma anche conoscitivi.
Riteniamo, infatti, che attraverso il recupero del paesaggio rurale e la creazione di un sistema connettivo tra il parco e le funzioni urbane, si svolgano i principali temi che questo progetto ha dovuto affrontare.
Quest’approccio può sfruttare le caratteristiche del paesaggio rurale caricandolo di una forte componente didattica che permetta ai cittadini la riscoperta del proprio territorio ricreando l’armonia tra l’ambiente costruito e l’ambiente naturale.
Il progetto dunque si articola tra la necessità di creare un collegamento funzionale e la necessità di esprimere valori paesaggistici. Abbiamo dunque ritenuto necessario il ripensamento di tutta la fascia di vegetazione spontanea lungo il ciglio della strada ridonando alle bordure dei campi quella funzione naturalistica che nel passato hanno sempre ricoperto; i bordi dei campi nel passato, infatti, oltre che definire gli appezzamenti di terra creavano un habitat d’importanza naturalistica fondamentale. Verranno dunque seminati erbe e fiori autoctoni (Papavero rosso, Fiordaliso, Salvia dei prati, Camomilla, Margherita, Ranuncolo, etc.) che contribuiranno al completamento paesaggistico e all’integrazione del nuovo percorso nel paesaggio circostante.
Questa fascia di vegetazione spontanea e bordure fiorite ci permette il posizionamento in sicurezza di un primo tratto di pista ciclabile che attraverso un andamento discontinuo e sinuoso si presenta come un sentiero rurale con percorsi sdoppiati e isole attrezzate (con sedute e bacheche illustrative) per la sosta dei fruitori.


Esempio di inserimento paesaggistico di una fascia a verde pubblico con percorso simile a quella in progetto
Il sistema di connessione al resto del Parco sarà completato attraverso la creazione di  due sentieri in calcestre con larghezza pari a 2,50 metri da realizzare lungo il perimetro del fondo agricolo, che saranno congiunti tra loro da un terzo tratto da realizzare lungo la sponda sud del Ticinello. Tale sistema si completerà con la formazione di un sentiero pedonale in calcestre in un area di forestazione di recente realizzazione che dovrà essere preservata rispetto a qualsiasi lavorazione inerente le opere qui descritte.


A.3.2 Ponte carrabile sul Ticinello (Vedi Tav. A.34)

La generale riorganizzazione e valorizzazione dei percorsi impone, al fine di consentirne un’adeguata fruizione in condizioni di decoro e sicurezza, nonché di agevolare le attività agricole e manutentive, la realizzazione di un nuovo ponte carrabile e pedonale.
Attualmente la passerella (vedi foto) presenta caratteri di precarietà e pericolosità che ne impediscono l’utilizzo in un’area attrezzata a fruizione pubblica. Tale manufatto (putrelle metalliche con soletta in cls poggianti su spalle in muratura) va pertanto rimosso e sostituito con una struttura più solida e morfologicamente adeguata.
La soluzione strutturale prevede l’utilizzo di micropali che svincolano il nuovo ponte dalle spalle esistenti che non garantiscono le necessarie portate.

Attuale consistenza del ponte sul cavo Ticinello Sezione trasversale del nuovo ponte in progetto

ll ponte vero e proprio ha invece una struttura in travi prefabbricate di calcestruzzo (lunghezza 5.4m) con piano di calpestio in calcestre.
La larghezza passa dagli attuali 1.5m a 4.0m con parapetti che si allargano verso la campagna per consentire un agevole imbocco e manovra da parte dei mezzi agricoli.
Tale opera riveste un ruolo cruciale per consentire la piena circolarità in quest’area del parco, riscattandone l’attuale marginalità che è la principale causa di degrado ed usi impropri.
Gli attuali muriccioli di sostegno in blocchi di pietra e mattoni saranno riqualificati mediante un intervento di riordino/pulizia/integrazione lasciandone inalterati materiali e caratteri generali. (Vedi interventi sui manufatti idraulici).

A.4 Interventi di valorizzazione su sistema irriguo e manufatti idraulici
(Vedi Tav. A.33)
Oltre alla valorizzazione dei percorsi esistenti, ove si prevede la realizzazione di aree per la sosta complete di elementi di arredo, si ritiene necessario valorizzare la presenza dei canali e dei manufatti idraulici, elementi paesaggistici di peculiare importanza sia per la conduzione agricola delle campagne (valore funzionale), sia per la conservazione del valore storico-documentario dei siti rurali (valore culturale).
I principali interventi previsti sono volti a garantire il normale deflusso delle acque: spurgo, modellazione delle sponde ove necessario, consolidamento o rifacimento di parte dei sistemi lignei per il contenimento delle sponde, ripristino di situazioni alterate da smottamenti, erosioni causate dalla caduta di alberi o altri fenomeni di degrado statico e funzionale; tutti gli interventi saranno realizzati nella forma di manutenzione ordinaria o straordinaria al fine di non alterare i caratteri paesaggistici dei luoghi. Per tale motivo si cercherà di salvaguardare il più possibile le specie vegetali presenti, singole o disposte a filare.
Per quanto concerne i manufatti idraulici (chiuse e sottopassi) si prevede l’esecuzione di interventi puntuali sui singoli elementi che, a seconda delle esigenze rilevate, saranno riqualificati attraverso la riparazione delle parti ammalorate, ovvero il rifacimento completo ove sia necessario.

A tal fine sono stati analizzati i singoli manufatti per valutarne lo stato di conservazione materico e, a seguito di ulteriori e più approfondite indagini da eseguirsi in fase di cantiere, alcuni di essi (quelli di cui si valuterà il maggior valore funzionale per gli agricoltori ed estetico per i fruitori del parco) saranno riqualificati prevedendone, ove possibile, la conservazione/riuso delle parti originarie (elementi in pietra e mattoni a vista). Gli altri saranno oggetto di semplice riordino.
Anche per i manufatti per i quali saranno necessari interventi più consistenti (completa o parziale ricostruzione di intere parti), le opere saranno realizzate nel rispetto delle tipologie costruttive originali rilevate.


Esempio di schema costruttivo di manufatto idraulico rilevato nel Parco del Ticinello – da conservare.

Per quanto riguarda il tratto attualmente intubato (circa 15m) della roggia Scarpogna (manufatto n° 15 indicato in planimetria e schede – vedi foto) di cui nel precedente Parere di Conformità il Consiglio Direttivo del PASM (prot. 290681 del 03/12/2013 – fasc. 7.4/2013/380) richiedeva, se possibile, la rimozione con ripristino della sezione aperta del corso d’acqua, specifichiamo che, considerata l’esigenza logistica di attraversamento da parte dei mezzi agricoli per accedere alla limitrofa campagna, sarà rimossa la maggior parte di tale manufatto, lasciando intubato solo un piccolo tratto (circa 4/5 metri) a costituire un passaggio/ponte.


A.5 Altri interventi su percorsi e sentieri
(Vedi Tav. A.33)

Il lavoro di riordino generale dei percorsi e di facilitazione delle connessioni si completa mediante la realizzazione di 2 passerelle pedonali a ponte per il superamento di  altrettanti fossi o corsi d’acqua.
Si tratta di ponticelli in legno che non prevedono portate che consentano il transito di mezzi agricoli ma solo il passaggio ciclo-pedonale; il primo sostituisce l’attuale passaggio precario tra la zona degli orti e l’area didattica in ambito Campazzino; mentre il secondo costituisce un nuovo collegamento tra il percorso di via Selvanesco e la forestazione di recente impianto, lungo l’anello pedonale nell’ambito sud del parco.
Questa tipologia di ponti poggia su solide spalle in cls e presenta una struttura completamente lignea con travi longitudinali cm 15x50 che consente il superamento di luci fino a 7m.
I parapetti saranno realizzati sul modello di quelli già esistenti all’interno del parco.


Sezione longitudinale dei ponticelli in legno

Per quanto riguarda gli altri elementi di arredo con i quali verranno attrezzati percorsi e sentieri abbiamo pensato di limitare al minimo indispensabile tali attrezzature e di conformarne tipologie e materiali al particolare contesto paesaggistico rurale che si intende preservare e valorizzare con la creazione del parco.
Steccati e parapetti (vedi disegno) saranno limitati ai tratti lungo le rogge maggiormente esposti e per i quali l’incremento ipotizzabile di fruizione anche ciclabile potrebbe esporre a potenziali pericoli. Si prevede questa tipologia solo per brevi tratti (al massimo 8/10m)
Invece nelle situazioni in cui abbiamo riscontrato la necessità di delimitare gli ambiti progettuali per lunghi tratti (ad esempio per separare le aree a conduzione agricola da quelle a fruizione pubblica, o per “proteggere” i prati fioriti o altri ambiti delicati da una fruizione massiva) abbiamo optato per una soluzione più discreta: quella dei paletti di delimitazione, che, in contesti analoghi, ci sembra abbia svolto la funzione con efficacia e con un positivo impatto paesaggistico. (Vedi, a titolo di esempio, la foto sotto).


Tutti i percorsi, in funzione delle diverse lunghezze, sono dotati di piccole piazzole di  sosta che comprendono sedute fisse e pannelli informativi. È molto importante che anche le aree a vocazione rurale o naturalistica non siano del tutto prive di questi elementi oltre ad altre semplici strutture come gli appoggi ischiatici, poiché tale situazione limiterebbe fortemente la possibilità di fruizione da parte di cittadini a mobilità limitata (anziani, bambini, portatori di differenti disabilità, donne gravide, ecc).
Per le sedute fisse lungo i percorsi principali abbiamo optato per una soluzione (già presente in prossimità delle cascine) il più possibile “rustica”, robusta e antivandalica: panche (di differenti lunghezze) costituite da un muretto in mattoni pieni di laterizio (con fondazione in cls) con piano di seduta realizzato mediante lastrone lapidee (si cercherà di utilizzare soluzioni “di recupero”. (Vedi disegno).

All’interno delle aree boscate, invece, dove i percorsi assumono la consistenza di “sentieri”, le piazzole di sosta, indispensabili allo svolgimento di attività didattiche, saranno attrezzate con sedute ricavate da tronchi di provenienza locale: tipologia che potrebbe non rientrare tra quelle contrattuali oggetto di appalto ma che sarà temporaneamente allestita in collaborazione con gli agricoltori locali.

Le strutture di tipo didattico si limitano ad alcune bacheche: elementi di supporto per i pannelli informativi e di orientamento. Ne abbiamo previste 2 differenti tipologie: le bacheche rette (per i pannelli d’ingresso e per riportare informazioni di tipo logistico) e le bacheche a leggìo, da preferire per i pannelli tematici che richiedono il confronto visivo con il paesaggio circostante. Entrambe sono realizzate con pali di supporto in legno vincolati al terreno da piccoli plinti in cls. (Vedi disegni).



Bacheca retta




Bacheca a leggìo

Relazione Paesaggistica                                                                                                                                       Stampa
Progetto Esecutivo

8   ALBERI DA ABBATTERE (Vedi Tavv. A.04, A.05, A.26)
L’attuazione del progetto, nell’ottica di una generale riqualificazione di percorsi, accessi, attrezzature, prevede l’abbattimento di alcuni alberi di cui si dà di seguito una breve descrizione.
Secondo quanto previsto già durante l’attuazione del citato progetto sulle connessioni ecologiche intendiamo proseguire, nella progressiva sostituzione dei filari esistenti di Pioppo. Tale attività riveste particolare delicatezza in quanto questi filari maestosi costituiscono un elemento paesaggistico peculiare del sito. D’altro canto però,  l’attuazione del parco e la responsabilità nei confronti di una fruizione pubblica non sporadica, impongono il rispetto di elementari regole di sicurezza, tra cui l’abbattimento e sostituzione degli esemplari più vetusti e malandati (attualmente nei giorni ventosi gli schianti di grosse branche o di interi alberi sono fenomeni quotidiani).
Considerando che i Pioppi esistenti sono da considerarsi alla fine del loro ciclo vitale, l’intervento di sostituzione può essere considerato una normale attività manutentiva, e verrà attuato progressivamente e per settori, evitando drastici abbattimenti che susciterebbero impatti paesaggistici eccessivi e genererebbero sicuramente proteste e malcontenti nella cittadinanza.
Con i botanici del Parco Sud abbiamo concordato, per la sostituzione degli esemplari vetusti, la seguente modalità: si individuano i tratti dove gli alberi presentano maggiori problemi di stabilità e si abbattono in una stagionalità che consenta l’immediata sostituzione con una sequenza alternata di Farnie (Quercus robur) e Pioppi bianchi (Populus alba). Il sesto d’impianto iniziale di 8/10 metri consente il rapido accrescimento dei giovani Pioppi (ripristinando velocemente il contesto paesaggistico), mentre, nel  lungo periodo, rispettando la maggior lentezza nella maturazione delle Quercie si prevede di eliminare progressivamente i pioppi, lasciando queste ultime a costituire maestosi filari (duraturi e botanicamente più interessanti rispetto a quelli attuali impiantati a scopo produttivo).
Questa attività, come accennato, è già incominciata con un primo intervento da parte di ERSAF, che nella primavera 2015 ha ricostituito, con le modalità descritte, un tratto di circa 150m in fregio alla marcita (percorso centrale) nell’ambito di cascina Campazzo, mettendo a  dimora  una trentina di giovani piante (vedi foto a lato).

L’attuale progetto esecutivo prevede la realizzazione di un tratto analogo mediante la sostituzione di 6 Pioppi neri esistenti (circa 60m) lungo il percorso di accesso alla nuova area didattica dietro alla cascina Campazzino.
Questa attività si rende necessaria (ed è stata specificamente richiesta in  tal senso dal responsabile per la sicurezza in fase di esecuzione) non solo in funzione della sicurezza dei fruitori dell’area, ma anche per garantire al cantiere stesso ed alle strutture  previste, le necessarie condizioni di sicurezza e prevenzione di eventuali calamità da schianto.
Gli alberi di cui si prevede la rimozione saranno contestualmente sostituiti da giovani esemplari secondo lo schema descritto.
(I soggetti da rimuovere sono i primi sei esemplari a sinistra della foto a lato).

Sempre lungo la roggia Scarpogna, sull’altro lato del corso d’acqua abbiamo rilevato la presenza di un piccolo filare costituito da 13 Pini neri (Pinus nigra.) - specie alloctona e completamente incoerente al paesaggio vegetazionale e al contesto paesaggistico locale – probabilmente piantumati a cura degli ortisti che conducono abusivamente l’area limitrofa (vedi foto). Per questo filare, considerato incompatibile con le attività che intendiamo avviare sull’area, prevediamo la rimozione senza sostituzione delle piante, poiché la roggia risulta già piantumata lungo la sponda adiacente.

Il progetto prevede inoltre, nell’ambito della riqualificazione naturalistica delle sponde del cavo Ticinello, la rimozione di una boscaglia spontanea infestante insediatasi nell’area  Sud (ambito Selvanesco). Si tratta di Ailanti (Ailantus altissima) e polloni di giovani Robinie (Robinia pseudoacacia), che, in assenza di controllo e manutenzione, hanno disordinatamente colonizzato la sponda del corso d’acqua.
Una volta che si sarà completata la delicata attività di smantellamento degli insediamenti ortivi abusivi in quella fascia lungo il Ticinello, si procederà al ripristino di un’adeguata fascia ripariale igrofila, in grado di ricostituire la necessaria connessione ecologica.
Altri eventuali abbattimenti qui non previsti, che si renderanno necessari durante i lavori, verranno preventivamente segnalati al Parco per la relativa autorizzazione mediante apposita specifica documentazione.


9   ELENCO ELABORATI GRAFICI

Tav A.01 Inquadramento Tav A.02  Assetto catastale
Tav A.04 Stato di fatto area Nord (scala 1:1.000) Tav A.05  Stato di fatto area Sud (scala 1:1000)
Tav A.07 Stato di progetto area Nord (scala 1: 1.000) Tav A.08  Stato di progetto area Sud (scala 1: 1.000)
Tav A.10  Dettaglio progetto ambito via Dudovich (scala 1:500, 1:200)
Tav A.16 Dettaglio progetto ambito Campazzino – area didattica (scale varie) Tav A.19  Dettaglio progetto ambito Campazzino – area orti (scale varie)
Tav A.23 ambito Campazzino – Allacciamento acquedotto Tav A.26  Stato di fatto ambito Selvanesco (1:200, 1:50)
Tav A.27 Dettaglio progetto ambito Selvanesco (1:200, 1:50) Tav A.33  Manufatti idraulici
Tav A.34  Dettagli elementi di arredo, attrezzature, ponti


10 ELENCO MAPPALI INTERESSATI (Vedi Tav. A.02)
Foglio
Mappale
Proprietà
606
21
comune di Milano
606
22
comune di Milano
606
51
comune di Milano
606
87
comune di Milano
606
90
comune di Milano
629
15
comune di Milano
630
16
comune di Milano
630
17
comune di Milano
630
18
comune di Milano
630
20
comune di Milano
630
24
comune di Milano
650
14
comune di Milano
650
15
comune di Milano
650
25
comune di Milano
650
26
comune di Milano
650
27
comune di Milano
650
28
comune di Milano
650
29
comune di Milano
650
30
comune di Milano
650
31
comune di Milano
650
32
comune di Milano
650
33
comune di Milano
650
34
comune di Milano
650
35
comune di Milano
650
36
comune di Milano
650
37
comune di Milano
650
60
comune di Milano
650
61
comune di Milano
650
62
comune di Milano
650
63
comune di Milano
650
64
comune di Milano
650
75
comune di Milano
650
86
comune di Milano
650
87
comune di Milano
651
2
comune di Milano
651
3
comune di Milano
651
8
comune di Milano
651
9
comune di Milano
651
11
comune di Milano
651
12
comune di Milano
651
13
comune di Milano
651
14
comune di Milano
651
15
comune di Milano
651
16
comune di Milano
651
17
comune di Milano
651
18
comune di Milano
651
19
comune di Milano

 
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