TRADIZIONI CONTADINE - Parco agricolo del Ticinello

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LE ATTIVITÀ
TRADIZIONI CONTADINE

Due suggestive feste tradizionali delle campagne, San Martino e il falò di Sant’Antonio, sono riproposte annualmente dal Comitato per il Parco Ticinello. Queste due date sono inserite nel programma delle feste che scandiscono il trascorrere delle stagioni; l’idea è di far conoscere il mondo rurale e la cascina creando nel contempo occasioni di socialità che favoriscano l’instaurarsi di rapporti autentici tra le persone, in una periferia urbana dove questa esigenza ha scarsamente modo di manifestarsi e di trovare delle risposte.

San Martino
 
Una data importante per la vita contadina era San Martino, l’11 novembre. In quella data per tradizione scadono, ancora oggi, i contratti agrari, e scadevano anche i contratti dei salariati, la manodopera necessaria in gran numero quando i macchinari agricoli ancora non esistevano o non erano così diffusi.
I salariati e le loro famiglie abitavano alla Campazzo negli edifici che si trovano a sinistra dell’ingresso, subito dopo la chiesetta.
Nelle campagne i salariati a San Martino potevano essere riconfermati, nel qual caso rimanevano nella cascina dove avevano trascorso l’anno, oppure no, e questo capitava quando il fattore, colui che per conto della proprietà gestiva l’azienda agricola, non era soddisfatto del loro operato.
Se non veniva rinnovato il loro contratto, a San Martino dovevano andarsene, con la famiglia e le povere masserizie caricate su un carretto; è il motivo per cui in milanese “fare San Martino” è sinonimo di traslocare. Era una festa in cui si mescolavano sentimenti e stati d’animo contrapposti: chi rimaneva era sollevato e contento, chi partiva triste, perché lasciava una rete di affetti e luoghi conosciuti, con l’incertezza del futuro; poi c’erano le famiglie nuove che arrivavano, con il loro carico di aspettative e di speranze: la vita nelle campagne a quei tempi era molto dura.
Le case dei salariati della Cascina Campazzo sono databili come costruzioni alla prima metà dell’800, come anche la casa padronale; il lavoro manuale  per la coltivazione dei campi è diventato poi nel tempo sempre meno necessario, tuttavia gli ultimi salariati sono andati via dalla Cascina nel 1960.  
La festività di San Martino è ricordata alla Cascina Campazzo dall’inizio degli anni ’90, ma solo dal 2011 il Comitato per il Parco Ticinello ha deciso di organizzare una rievocazione in costume della giornata.
Si sceglie per questa festa sull’aia la domenica pomeriggio più vicina alla data dell’11 novembre.
Alla proposta di un pomeriggio diverso si unisce l’intento di tramandare e far conoscere le tradizioni contadine di un passato lontano ma nel quale risiedono le nostre radici.  
Falo' di Sant'Antonio
 
Il falò di Sant’Antonio viene acceso alla Cascina Campazzo nella notte del 16 gennaio, come da calendario liturgico.
E’ una festa di origini antiche, probabilmente pagane, che nel corso dei secoli la tradizione cristiana ha fatto sua, decidendo che la data fosse quella della festività di Sant’Antonio Abate, santo protettore degli animali.
Un enorme fuoco viene acceso nel campo antistante la Cascina, propiziatorio per la fine dell’inverno e il nuovo raccolto.
Il sacerdote della vicina parrocchia viene a benedire gli animali della stalla e anche gli animali da compagnia che chi arriva ha voluto portare con sé.
La festa prosegue con canti, musica di fisarmonica e organetti intorno al fuoco, riscaldati dal calore del falò e da cioccolata calda e vin brulè.
Si tratta di una festa di grande suggestione, con qualsiasi condizione atmosferica si svolga: abbiamo festeggiato con la neve, con il freddo umido che sale dal terreno formando una coltre nebbiosa, in fantastiche nottate stellate… solo la data non cambia, è la notte del 16 gennaio.
 
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